lunedì 29 dicembre 2008

ORTELIUS

Ortelius, storie di lago e dintorni.
di Giorgio Rava
edizione FareNOTTE 105 pagine

14 racconti ambientati tra il lago d'Orta e le motagne circostanti, con tanti personaggi curiosi e carichi di umanità, dal pastore della valle Strona al prete "amante" del buon vino, dai ferrovieri omegnesi - che paiono descritti dal miglior Chiara - all'ex partigiano divenuto rapinatore per bisogno... Un "mondo piccolo" tutto da scoprire.

sabato 27 dicembre 2008

CAPODANNO

Corno Grande di Cavento, 31 Dicembre 1916

Lisa, mia cara
finalmente, dopo tanto tempo, trovo il coraggio di prendere la penna e scriverti queste poche righe.
Fa freddo, quassù, tira un vento gelido che ti passa da parte a parte e la mia mantellina è tutta a brandelli. Però non nevica più, è tornato il sereno e le stelle brillano come i lumi di un presepe. La battaglia è terminata, anche i cecchini non sparano più; i soldati si sono salutati attraverso i reticolati, strana solidarietà di uomini che sino a poco prima avevano tirato gli uni contro gli altri. Anzi, subito dopo il cambio della guardia si è udita chiarissima la voce che augurava: “Bon anno, Ialiani!”
- Che sia un anno di pace – ha risposto il capitano Mora.
Lui! che quasi non aveva più voce per tutti gli insulti urlati all’indirizzo dei mitraglieri ungheresi che gli avevano decimato la compagnia, proprio quando erano a pochi metri dal nido, dopo ore di arrampicata su per la parete ghiacciata.
Ma perché sto a raccontarti tutte queste cose, che a te non possono certo interessare?
I miei alpini sono tutti giù, nel rifugio, hanno trovato pane, formaggio e vino e anche una botticina di grappa.
- Scior tenent – mi hanno detto – anca se’l gh’è la goèra, a vòrom finìi l’an come sempar.
Ne ho dislocati di sentinella il minimo indispensabile, ma anche a chi resta fuori non mancherà certo la sua parte. De Giuli., che avrebbe dovuto stare quassù, attento a questa mitragliatrice che mi fa da scrittoio, l’ho spedito via con la mia fiaschetta di cognac; è orribile questo liquore ministeriale; non riesco proprio a mandarlo giù.
Ecco, sta spuntando la luna. E’ fantastico come questi ghiacciai, con tutti i loro speroni sporgenti, cimitero di tanti dei nostri, assumano nelle notti di luna - notti come questa, quando tutto è silenzio e si ode soltanto il richiamo delle vedette e il canto sommesso dei nemici nelle loro trincee – un aspetto fantastico, quasi fiabesco. Ci si aspetterebbe di scorgere la fata Confetto che passa danzando tra i reticolati.
Ti ricordi, Lisa quando insieme andavamo a balletto… in sogno? Quando io, povero studente squattrinato, sperduto nella città, io che vi ero piovuto dal mio paesello, ti portavo con la fantasia a teatro Regio, al bar tabarin, alle feste della società elegante? E sognavamo di essere noi pure ricchi e famosi, oppure misteriosi vendicatori piovuti da chissà dove, come Dantès redivivi, per raddrizzare torti e portare giustizia.
Ti ricordi, Lisa quei giorni che credevamo felici, quando ci pareva di essere davvero importanti, quando ci davamo tanta pena per faccende futili? Ma noi non lo sapevamo, e in questo stava la nostra felicità.

E’ il secondo cambio della guardia, ma qui non verrà nessuno.
- Lassù c’è il tenete, veglierà per tuta la notte. Finché c’è lui, da quel lato siamo al sicuro.

Così, Lisa, come sempre. Ci si ricorda di noi nel momento del pericolo, nel momento del bisogno, per poi dimenticarci, chissà se intenzionalmente, nell’ora del divertimento. Come al tempo degli scioperi, i giorni tristi delle sparatorie e egli arresti, quando farsi trovare nella mia cameretta era molto più pericoloso che rimanere a tramare nell’ombre, ai tavoli dei caffé di via Po, quando due volte la settimana la Benemerita Arma mandava i suoi rappresentanti. Ricordi? Tu preparavi il the per il maresciallo Polenghi, che nonostante tutto il suo zelo non riuscì mai a trovare le sue “pubblicazioni sovversive”, tanto bene riuscivamo a nasconderle in quei pochi metri di spazio.
Che feste, quelle sere! Che brindisi, con vino da due soldi, e le risate, le beffe, le pacche sulle spalle. Ricordi quegli operai che ci chiamavano tutti “compagni”, le loro espressioni giuliva nell’apprendere che le lettere di X… avevano varcato il confine e stavano nelle mie tasche?
Ma tutto finiva lì e la sera seguente, mentre gli amici si divertivano nuovamente con il principe Danilov, noi restavamo ancora una volta soli, tropo orgogliosi della nostra povertà per chiedere qualcosa a chicchessia. Restavamo a passeggiare malinconicamente per i viali del Valentino, ad arrampicarci sino alla vetta dei Cappuccini, componendo versi alla luna per dimenticare la tristezza. Eppure questa è la nostra vita, qui, tra questi ghiacciai come laggiù in città, sempre e dovunque…


Si sente un grido, ogni tanto, laggiù, verso la parete. Qualcuno dei “cadaveri” si è risvegliato, ma diviene sempre più fioco. Non riesco a togliermi dagli occhi l’immagine degli alpini della quarantesima lanciarsi come folli, all’arma bianca contro le mitragliatrici; mi risuonano ancora negli orecchi le bestemmie di Mora. E noi immobili, bloccati oltre il canalone, senza poter fare niente. E domani un’altra compagnia andrà avanti, e un’altra e un’altra ancora, fino a che gli ungheresi avranno polvere e piombo.

Sai, è di questo che ti volevo parlare, quando ho trovato in tasca un pezzetto di lapis… Ti volevo parlare di noi due, di questa vita che alcune volte ci è parsa troppo bella e altre tanto amara. Ma ora che ci sono arrivato, le parole non vogliono venire fuori, o forse non possono perché non ci sono, chissà?..
Ma non importa, Lisa, se le parole giuste non le trovo, non importa se siamo soli quassù a vegliare, perché così deve essere. Non importa se ci dimenticano nell’ora del giubilo e dell’allegria, perché allora saremmo di troppo, perché nostro compito è quello di lottare e soffrire in silenzio, non di sperare e divertirci. Non importa se in prima linea ci mandano solo nell’ora della morte, perché soltanto così questa vita è degna di essere vissuta.
E non importa neppure se tu, a cui parlo da tanto tempo, non sei che un frutto della mia fantasia malata, perché con te, con te soltanto ho passato le ore più belle di questa mia vita.

Sottotenente Massimiliano Bertenghi
anni 24
caduto nell’eroico adempimento del proprio dovere
Corno Grande di Cavento – ghiacciaio dell’Adamello
1° Gennaio 1917

Alle sei del mattino si udirono una breve raffica e due esplosioni.
Era andato solo, con due bombe a mano, a vendicare i caduti della quarantesima compagnia.
31 Dicembre 1978

mercoledì 24 dicembre 2008

AUGURI

Gloria in excelsis Deo
et in terra pax hominibus bonae voluntatis...

Con i migliori auguri

Massimo M. Bonini

LUCI DI NATALE

- Treno locale per D. in partenza dal binario sei. Locale per D. parte dal sesto binario. Ferma in tutte le stazioni. Affrettarsi per la coincidenza.
Un’ultima corsa, sfiatato e lo sportello gli si chiuse alle spalle con uno scatto secco, contemporaneo al fischio del capo stazione, si partiva subito, in orario una volta tanto. Poca gente quel giorno, compartimenti vuoti; strano in una data simile. Una delle carrozze era una “prima” declassata per metà, trovò facilmente un posto vuoto, comodo e caldo. Si sedette e ancora gli venne da pensare:
- Strano, un giorno come questo!
Un giorno come questo: ventitrè dicembre, antivigilia di Natale. Gli era andata bene, lo sciopero degli studenti era caduto proprio come il cacio sui maccheroni; chissà per cosa, poi, lo sciopero?.. Aveva potuto fare un salto ai grandi magazzini, in libreria e prendere il primo treno. Allungò le gambe, si accomodò meglio, accese il solito mezzo toscano - così il fumo acre avrebbe tenuto fuori i seccatori – e fumando beato prese ad osservare la campagna. Le risaie, giallastre fuggivano via sotto un cielo plumbeo, mentre cominciavano a cadere le prime gocce di pioggia; poi il torpore lo prese, il sigaro si spense e lui si addormentò, il capo poggiato allo schienale, cullato dall’andare monotono del treno.
Fu risvegliato da un brusco scossone: sbatté gli occhi alcune volte, cercando di ricordare dove fosse, poi con la tendina parasole spannò il vetro del finestrino e guardò fuori. Il tempo era passato in fretta, la pianura era finita, si erano lasciati alle spalle le colline e il lago ed erano già entrati nella valle. Nevicava qui, la prima neve d’inverno dopo un autunno alquanto siccitoso; i gerbidi intorno si andavano già imbiancando. Si sentì subito invadere dalla malinconia che fin dall’adolescenza la neve gli metteva addosso e si ritrovò a canticchiare le prime note di Bianco Natale. Era felice, veramente felice. Finalmente, dopo tanti anni avrebbe avuto un Natale sereno, in una casa tutta sua, con la moglie, i cognati e il nipote, un bambino come non ne aveva mai conosciuti, e per di più con la neve. Se avesse continuato così avrebbe ricoperto il giardino e le rive del fiume, già riccamente arabescate di ghiaccio, e la montagna, trasformando tutto in un paesaggio di favola.

Si erano sposati sul finire dell’estate ed erano venuti ad abitare a D. in una villetta, già fuori dall’abitato, che con un colpo di fortuna erano riusciti ad acquistare l’anno precedente. Situata ai bordi di una strada secondaria, con la montagna e le rive del torrente appena oltre il cancelletto posteriore del giardino, era tal e quale lui l’aveva sognata, ma quando l’avevano presa si trovava in uno stato compassionevole; vi si era dovuto lavorare sodo per più di un anno, ma con l’aiuto di qualche amico l’avevano resa accogliente restaurandola completamente, dalla cantina ai comignoli, anche se ancora i lavori non si potevano dire del tutto ultimati.

Il treno entrò lentamente in stazione, tra lo stridore dei freni e grandi sbuffi di vapore, si arrestò di botto e lui saltò giù allegramente, la borsa a tracolla, e sempre canticchiando andò a recuperare la bicicletta lasciata sotto la tettoia del parcheggio, a lato del piazzale. Le strade erano diventate pericolose, le automobili avevano trasformato la poca neve in una guazza melmosa e infida, che rendeva alquanto precario l’equilibrio del velocipede, ma cuor contento pedalava vigorosamente, pensando intanto ai fatti suoi.
- Ho davanti quindici giorni di vacanza. Potrò leggere qualche libro, ci saranno da curare gli affari del circolo e forse riuscirò ad ultimare le scaffalature e l’impianto elettrico in cantina. Ma soprattutto, se questa nevicata dura, potrò tirar fuori gli sci da fondo e battermi un bell’anello dietro casa, il solito giro della passeggiata: l’argine, il bosco di ontani, il prato dei massi erratici, le ultime falde del castagneto… Si, si. Sarà una cosa veramente eccezionale. Favolosa!.. Si, si.. Dunque, vediamo un po’ di organizzarci. Lei non è a casa, oggi pomeriggio la recita all’asilo, questa sera a cena con le colleghe, arriverà tardi. Speriamo che la casa sia un poco calda e che sia rimasto qualche cosa da mettere sotto i denti…
Così, ragionando e fantasticando era finalmente giunto, non senza essersi esibito in alcune acrobazie per evitare di cader di sella. Entrò, trovò un gradevole calore e, sul tavolo della cucina, un biglietto della moglie. Gli lasciava la lista delle compere e lo informava che per quella notte si sarebbe fermata da un’amica; avrebbe fatto ritorno nel pomeriggio dell’indomani, insieme ai cognati.
- Beh, - pensò – quasi quasi è un bene, così la casa me la preparo da solo.
Era stato sempre un suo pallino quello di passar uno dei pomeriggi di vigilia a predisporre gli addobbi natalizi. A volte rideva di sé stesso, ritenendosi piuttosto infantile, ma poi ogni anno ci ricascava e quella rimaneva nel ricordo come una delle giornate migliori. Quell’anno, con tutti i problemi da risolvere, di cose del genere non avevano neppure parlato, ma lui già da alcuni giorni andava meditando su come preparare alla moglie una sorpresa che sapeva certamente gradita. Così, quell’assenza capitava proprio a fagiolo.
Si mise subito all’opera: un paio di panini in fretta, poi sotto con le pulizie; salotto, ingresso, studiolo; ma i libri li avrebbe spolverati con più cura, uno ad uno, nei giorni seguenti. A metà pomeriggio sospese tutto e uscì a sgombrare la deve davanti alla rimessa, poi tirò fuori l’auto e si recò in centro per le compere, prima quelle del biglietto, gli ultimi regali e infine, ai grandi magazzini, quanto gli serviva per realizzare il suo progetto: statuine, lustrini,palloncini colorati e ammennicoli vari. Tornando verso casa la vecchia utilitaria sembrava la slitta di Babbo Natale. Per strada era pieno di gente che andava e veniva portando pacchi e pacchetti ed involti, bambini, vetrine in cui cominciavano ad accendersi le prime luci, due zampognari…
Quando fu di ritorno calava la sera; la neve aveva ripreso a calare lenta, leggera. Il paesaggio si era fatto fiabesco; si soffermò ad ammirarlo per qualche istante, poi, con un’alzata di spalle, andò a deporre il suo carico natalizio in salotto, preparò la legna e accese il fuoco nel caminetto. Ma c’era qualcosa che lo chiamava, una voce interiore, imperiosa e questa volta non seppe resistere. Calzò gli stivali da cacciatore, prese giaccone e cappellaccio e, uscito dal cancelletto posteriore, imboccò il sentiero del fiume. Scese tra gli ontani fino alla riva, attraversò il ponticello di tronchi e vagò per un po’ nel bosco. Tornando si ritrovò a canticchiare e pregare, mentre lontano risuonavano piano i rintocchi dell’Ave Maria, Questo, infine era il vero Natale.
Rientrò tardi, un salto in cucina e subito s’installò in salotto, con i panini e il bricco del caffé. Sistemò i dischi con i canti natalizi sul piatto dello stereo e iniziò a darsi da fare. Il presepe in un angolo, l’albero in quello opposto, presso il camino, festoni alle pareti, una ghirlanda di agrifoglio sulla porta d’ingresso. Quando smise, l’orologio a cucù suonava le due. Sbatté le palpebre, incredulo, poi spense le luci e andò a letto. Ormai non rimaneva che da sistemare le lampade colorate sull’abete del giardino: un lavoro per il giorno successivo.

Le prese nostalgia quando, scesa in cucina insieme all’amica che l’aveva ospitata, si trovò di fronte l’albero di Natale che la madre di quella aveva appena finito di sistemare.
- Buon giorno. E buon Natale, anche se con un giorno di anticipo. Abbiamo avuto una bella nevicata e penso che prima di sera ne verrà ancora. La signora farebbe bene a tornare a casa in fretta, prima che ricominci. Non so se in questi giorni di festa gli spazzaneve lavoreranno come sempre.
- Devo passare da mia sorella… Vedo che adesso le strade sono pulite.
Parlava distrattamente, e intanto pensava alla casa disadorna e in disordine. Avrebbe dovuto pensarci, alle decorazioni. Sapeva quanto il marito ci tenesse, ma avevano avuto troppe cose da fare, tutti e due, in quei giorni ed se n’erano scordati. Era tardi, adesso, anche lui non avrebbe certo trovato il tempo… ma l’anno prossimo… Certo che in quel modo le feste avrebbero perso una parte della loro poesia…
- Si, questa mattina sono passati presto, era ancora buio. Penso che vogliano finire tutto entro mezzogiorno e che sperino, loro, che non nevichi più. Comunque vada, signora, altrimenti farà tardi anche oggi.
- E’ vero, sì. E’ ora che vada. Arrivederci, e grazie di tutto.
Uscì nel mattino freddo, sotto il cielo cupo, e in auto pensava ancora alla sua casetta.
- Che peccato!.. Mi sarebbe tanto piaciuto. E lui, con tutti i suoi impegni, non ne avrà Certo il tempo…
Poi le visite ai parenti e agli amici, le commissioni, i regali: non ci pensò più. A mezzogiorno arrivava dalla sorella, che le venne ad aprire con il viso imbronciato.
- Mio marito deve lavorare anche di pomeriggio, una cosa urgente. Non potremo partire prima delle sei.
- Accidenti! E la cena?
- Mah, non so. Potresti andare avanti da sola…
- contavo di passare a salutare mamma e papà, con voi. Provo a telefonare… Pronto? Si, sono io – e gli spiegò la situazione.
- Non preoccuparti, avanzo giusto il tempo di fare un salto in rosticceria, verso sera. Provvederò io a tutto; vedrai, non ti farò sfigurare.
- Ma, veramente… Va bene, mi fido. Però non combinare pasticci. E… senti!.. No, no, niente… Ciao.
Ormai era troppo tardi, ma l’anno prossimo ci avrebbe pensato per tempo. Si, si… per tempo!
Il nipote le corse incontro, festoso ed eccitato.
- Zia, zia, ‘stanotte viene Babbo Natale!
- Eh già, piccolo. Questa è la famosa notte.
- Ma, zia, Babbo Natale lo saprà che sarò a casa tua? Perché altrimenti i regali me li lascia qui e io domani non li potrò vedere.
- Oh, stai tranquillo. Tuo zio è un ottimo amico di Papà Natale ed ha già provveduto ad avvisarlo.
- Ah si? E come fa lo zio a conoscerlo?
- Sai, dietro casa nostra c’è un bel prato e ogni anno il buon vecchio lascia lì la sua slitta per poter fare il giro dei comignoli. Una volta lo zio lo ha incontrato e lo ha aiutato a trasportare il sacco di regali, così sono diventati amici e ogni tanto si scrivono.
- E dove abita Babbo Natale?
- Al polo nord. Però d’estate viene a trascorrere le ferie dalle nostre parti, ma senza dirlo a nessuno. Solo mio marito lo sa e a volte va fargli visita alla sua casetta, nel bosco…
Il pomeriggio passò in fretta. Alle sei partirono, con le automobili piene di pacchetti e durante il viaggio lei parlò alla sorella di quello che la tormentava sin dal mattino.
- Che peccato – commentò quella – sarà un po’ triste.
- Ma l’importante è poter mangiare, bere e starsene tranquilli e al caldo – aggiunse il cognato.
- Io voglio il presepe – fece eco il bambino. Ma si distrasse subito, pensando ai doni di Natale.
Arrivarono a notte fatta. La via davanti alla villetta era immersa in un’oscurità caliginosa, riprendeva a nevicare e la nebbia si addensava lentamente. Scendendo dall’auto lei si guardò intorno: le case vicine erano illuminate e allegre, la sua buia, quasi tenebrosa, ma dalla finestra traspariva il bagliore del fuoco nel caminetto e dietro le tende si poteva scorgere un’ombra immobile. Mossero alcuni passi e proprio allora le luci sull’abete si accesero e s’illuminarono le decorazioni sulla porta, e sulle finestre e dentro casa, e poi, meraviglia delle meraviglie, dall’uscio posteriore scappò fuori… Babbo Natale, che arrestandosi per un istante indirizzò loro un saluto con la mano prima di fuggire in direzione del bosco. Rimasero lì, imbambolati e le loro bocche si aprirono in quattro oh! di una perfezione rara, come quelle degli angeli che da lì a poche ore avrebbero intonato l’Adeste.
Novembre 1981

lunedì 22 dicembre 2008

Notizie 22 dicembre 2008

PRESENTATO IL TAQUIN DË CUI DË CÄSÀAL 2009
Sono stati quasi 100 gli intervenuti alla Festa dell’Anziano tenutasi domenica 14 dicembre presso l’oratorio Casa del Giovane di Casale: gli anziani, i volontari e i loro famigliari e amici, ancora una volta uniti dall’idea che stare insieme a far festa, a tenersi compagnia, sia la migliore medicina contro il trascorrere del tempo. Presenti il parroco di San Giorgio, don Pietro Segato e il sindaco Claudio Pizzi con buona parte della giunta comunale, la giornata è trascorsa in allegria, con la Messa, il pranzo sociale e l’estrazione dei premi per la lotteria. E’ stata anche l’occasione per fare il punto delle numerose attività societarie e per illustrare a tutti i presenti l’ambizioso progetto di realizzazione della sede sociale, idea che da due anni viene sviluppata in collaborazione con l’amministrazione comunale e con l’agenzia territoriale per la casa (ATC Novara e VCO) a partire dalla messa a disposizione dei terreni di Ramate avuti in lascito quasi vent’anni or sono.
Ma il clou della giornata è consistito nella presentazione dell’edizione 2009 del Taquin dë cui dë Cäsàal, il calendario tradizionale giunto ormai all’undicesimo anno di vita. Si tratta, come ha spiegato il presidente Marco Guiglia, di un numero ‘povero’, realizzato con mezzi quasi di fortuna, non per trascuratezza, ma per precisa scelta, in relazione al momento di gravi difficoltà economiche che l’intero paese sta vivendo. Il consiglio direttivo ha quindi deciso di ridurre drasticamente le spese non indispensabili e di dimezzare la quota associativa, che passa da 10 a 5 euro per il 2009.
Quello che non diminuisce è l’impegno che l’associazione profonde a favore degli anziani casalesi. Verranno quindi mantenute tutte le attività degli anni precedenti, a cominciare da quelle di assistenza diretta, con sostegno a domicilio, accompagnamento a visite e terapie mediche, corsi di psicologia e motricità, iniziative culturali e ricreative.
Resta sospeso in aria l’appello di sempre: “La vite è molta e pochi gli operai”… Si attendono quindi nuovi volontari.

CONSIGLIO COMUNALE
Si è tenuta lunedì 22 dicembre l’ultima seduta del consiglio comunale casalese per il 2008.
In discussione due soli punti, il più importante dei quali riguardava una variante urbanistica al piano regolatore vigente, variante che permetterà il rapido avvio dei lavori per la realizzazione della residenza protetta di Ramate - sui terreni messi a disposizione dall’Associazione per la Promozione dell’Anziano – con finanziamento a carico dell’Agenzia Territoriale per la Casa. Ancora una volta si è registrata l’astensione, su tale argomento, del gruppo di minoranza, evidentemente non ancora convinto della scelta effettuata.Unanimità di consensi invece al regolamento per la videosorveglianza sugli spazi pubblici, atto che consentirà la prossima installazione di apparecchiature elettroniche che terranno sotto costante controllo – pur nel pieno rispetto della riservatezza dovuta ad ogni cittadino – le aree circostanti il municipio, l’area ecologica di via Nazioni Unite, a Casale e gli spazi esterni al centro culturale Il Cerro a Ramate. Si tratta, come ha evidenziato il sindaco, di scelte onerose, ma rese ormai indispensabili dai sempre più frequenti episodi di ‘comportamento incivile’ da parte di alcuni cittadini.

domenica 21 dicembre 2008

UNA MODESTA PROPOSTA

PER IL MIGLIORAMENTO DELL’ISTRUZIONE SUPERIORE
A OMEGNA E NEL CUSIO

Premesso che a Omegna esistono tre istituti statali di istruzione superiore, più precisamente il Piero Gobetti, con i corsi di liceo scientifico e di liceo artistico, l’Istituto Tecnico Commerciale, con i corsi per ragionieri e per periti aziendali corrispondenti in lingue estere (PACLE) e l’istituto professionale Carlo Alberto Dalla Chiesa, con i corsi per tecnici delle industrie elettriche, meccaniche e dell’abbigliamento e moda. E’ poi in fase di costituzione un centro permanente per l’istruzione degli adulti.

I recenti provvedimenti governativi in tema di istruzione hanno riportato alla ribalta lo spinoso problema del sottodimensionamento di alcune delle scuole superiori cittadine. Va ricordato che le normative vigenti prevedono che le istituzioni scolastiche possano godere di autonomia amministrativa – cioè avere una propria presidenza, una segreteria e, soprattutto un bilancio autonomi - soltanto se contano almeno 500 allievi iscritti (600 in una precedente versione legislativa), numero che viene ridotto a 300, con deroga temporanea, nelle zone di montagna come la nostra. A Omegna sia il Dalla Chiesa che l’ITC PACLE non soddisfano tali condizioni, ormai da alcuni anni.
L’amministrazione provinciale, competente in materia su delega della regione Piemonte, è recentemente intervenuta in situazioni simili accorpando alcune scuole. E’ dell’anno scorso l’operazione che ha riunito in un’unica istituzione gli istituti Marconi e Galletti a Domodossola; poco prima si era proceduto in modo analogo a Verbania con il Ferrini e il Franzosini. Precedentemente erano stati formati vari istituti comprensivi riunendo scuole di ordine diverso. Significativo a tale proposito è il caso dell’Innocenzo IX di Crodo, che accorpa tutte le scuole delle valle Antigorio, dalle materne alle superiori. In questo modo è stato possibile mantenere, e in alcuni casi ampliare, l’offerta formativa e il servizio agli utenti.

Il tema del sottodimensionamento dei due istituti omegnesi è stato richiamato tanto dall’assessore provinciale all’istruzione, Liliana Graziobelli che dalla dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale (ex provveditorato agli studi) di Verbania, Franca Giordano nel corso della conferenza tenutasi a Baveno lo scorso 20 ottobre alla presenza dei dirigenti scolastici e dei sindaci dell’intera provincia. In particolare è stato ricordato in quell’occasione che le due scuole non potranno rimanere ancora a lungo in tale situazione, quindi il loro accorpamento ad altri istituti è solo questione di tempo. Inoltre anche il liceo Gobetti, con poco più di 300 iscritti, si potrà ritenere salvo solo fin tanto che vigerà il regime di deroga. In una fase successiva l’amministrazione provinciale ha poi deliberato il rinvio di ogni decisione in merito ai dimensionamenti al prossimo anno scolastico, mentre corre voce che dirigenti scolastici di istituti siti a Verbania e Domodossola stiano esercitando pressioni affinché le scuole omegnesi vengano accorpate alle loro sulla base – si suppone – di una corrispondenza negli attuali indirizzi di studi.

E’ evidente però che far dipendere gli istituti di Omegna da scuole di altre città comporterebbe forti disagi per l’utenza e probabili problemi per l’erogazione del servizio. In altre città, infatti sarebbero situati gli uffici direzionali e di segreteria, ai quali docenti, studenti e famiglie devono continuamente far capo per l’organizzazione del lavoro e per lo svolgimento di ogni tipo di pratica. Viene da chiedersi inoltre quale attenzione, in termini di assegnazione delle risorse e di ‘presenza’ della dirigenza, possa venire dedicata a delle sedi che diverrebbero di fatto succursali – e per certi versi concorrenti – di quelle principali.

A fronte di queste premesse, ci permettiamo allora di avanzare una proposta che consenta al territorio del Cusio di mantenere e fors’anche ampliare l’offerta formativa superiore diretta alla propria popolazione.
I problemi si potrebbero risolvere riunendo tutti gli istituti omegnesi – liceo, istituto commerciale e istituto professionale, nonché il costituendo centro territoriale per la formazione degli adulti – in un’unica scuola, con la forma di Istituto di Istruzione Superiore (IIS). Verrebbe creata una struttura con più di 600 allievi, un’unica presidenza e un‘unica segreteria, soddisfacendo in tal modo le indicazioni ministeriali, anche nell’eventuale caso di soppressione della vigente deroga per i territori montani.
Una scuola di questo tipo, non più vincolata ad uno specifico settore formativo, potrebbe mantenere tutti i corsi esistenti ed eventualmente crearne di nuovi, in linea con le richieste del mercato del lavoro e, ancora una volta, con le indicazioni nazionali.
L’istituto sarebbe dislocato sulle sedi esistenti e nel nuovo edificio liceale – tutti situati a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro, in una ideale ‘cittadella degli studi’ che comprenderebbe anche il centro di formazione professionale, la biblioteca civica e il Forum – e usufruirebbe dei servizi già esistenti (palestre, mensa, auditorium e quant’altro). Resterebbe da definire la collocazione degli uffici unificati di presidenza e segreteria che, nella situazione sopra illustrata, potrebbero stare indifferentemente in uno qualunque degli edifici, liberando così locali negli altri.
Anche l’impiego delle risorse – umane e materiali – ne trarrebbe sicuro giovamento, permettendo un più semplice ed elastico scambio di insegnanti e personale non docente e la messa a disposizione di tutti i corsi dei laboratori, biblioteche, attrezzature, materiali attualmente dispersi e in genere insufficienti.
Si aggiunga poi che almeno una delle scuole omegnesi è accreditata al sistema regionale per la formazione professionale, cosa che la mette in grado di erogare servizi di formazione anche diversi da quelli previsti dallo stato. Una possibilità sin ora poco sfruttata, ma che giocata su un sistema più ampio permetterebbe di fare della città un polo culturale ad ampio spettro, attirando probabilmente utenti anche dai territori circostanti.

Un’altra possibilità sarebbe poi la ‘verticalizzazione’, cioè la creazione di più istituti comprensivi, che riuniscano quindi scuole materne, elementari, medie e superiori. E’ la soluzione adottata per la valle Antigorio, scelta obbligata in quel caso, non essendovi altre possibilità, scelta di cui è però facile scorgere i difetti intrinseci e quindi da scartare, a nostro avviso, ove si possano individuare strategie più razionali. A questo proposito si tenga presente come le direzioni didattiche e le scuole medie del Cusio, ove non già verticalizzate, abbiano i numeri per continuare a costituire entità autonome e che sarebbe quindi assurdo smembrarle per formare altre ‘cose’.

In ogni caso è importante che la provincia, delegata a decidere in merito, apra da subito un tavolo di discussione con tutte le componenti del territorio e si predisponga a scelte che del territorio, delle sue vocazioni e delle sue esigenze – e non dei capricci di questo o quel dirigente scolastico – tengano conto.
Mi rendo conto di come l'argomento di questo post non sia di stretto interesse casalese, ma il problema è serio e merita attenzione. Pertanto chiedo scusa ai miei quattro o cinque affezionati lettori per "l'invasione di campo".

domenica 14 dicembre 2008

Notizie 14 dicembre 2008

I COSTI DELLA POLITICA
Da più parti si sente parlare, spesso in modo poco informato, dei presunti ‘faraonici’ compensi che i pubblici amministratori percepirebbero dai rispettivi enti. Per far chiarezza su questo argomento la giunta comunale casalese ha deciso di rendere pubblici i valori delle indennità e dei gettoni di presenza pagati ai suoi componenti.
Premesso che l’ammontare delle retribuzioni è fissato da una legge dello stato sulla base della popolazione amministrata e precisato che le indennità base vengono ridotte della metà per chi svolge contemporaneamente un lavoro dipendente, il sindaco Claudio Pizzi comunica di percepire personalmente 1190 euro mensili. A 198 euro ammonta l’indennità del vicesindaco, Mauro Giudici mentre 226 euro vanno in tasca agli assessori Valerio Amadori e Pietro Foti; infine gi altri due assessori, Massimo M. Bonini e Grazia Richetti ricevono, sempre su base mensile, 113 euro. Tutte le cifre citate risultano al netto di una ritenuta alla fonte del 20 per cento e devono poi essere conglobate nel reddito totale di ogni amministratore, soggetto ad ulteriore tassazione in sede di dichiarazione annuale dei redditi. Restano a carico di ognuno di loro le spese vive – telefono, viaggi, assicurazione di responsabilità civile e quant’altro – e va ricordato che per eventuali altri incarichi pubblici (consiglio provinciale, comunità montana e simili) non è possibile cumulare altri proventi.
Ai consiglieri comunali viene invece corrisposto un gettone di presenza pari a circa 18 euro lordi per ognuna delle sedute di consiglio (una decina l’anno), mentre nessun compenso è previsto per i componenti delle diverse commissioni consultive.
Altro argomento ‘caldo’ degli ultimi tempi è quello dei telefoni cellulari dati in uso agli amministratori. Il comune di Casale li mette a disposizione di alcuni funzionari, in particolare i capi servizio, e del sindaco. Assessori e consiglieri utilizzano i propri apparecchi personali.

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO
La parrocchia di San Giorgio ricordava per consuetudine gli anniversari di matrimonio più significativi la quarta domenica di novembre, prima dell’inizio dell’Avvento.
I recenti cambiamenti alla guida delle diverse comunità hanno però imposto, almeno per l’anno in corso, un cambiamento di programma. Gli anniversari del 2008 verranno quindi ricordati domenica 18 gennaio; il programma dettagliato sarà comunicato quanto prima.
Intanto si invitano tutte le coppie interessate a segnalare la propria partecipazione in casa parrocchiale.



MERCATINO BENEFICO
Durante il fine settimana si terrà una mostra mercato di prodotti gastronomici prodotti dai Benedettini del monastero della Colla di Germagno. Il ricavato andrà a favore delle opere sostenute dai medesimi monaci.

LIETI EVENTI
I migliori auguri a Elisa Calderoni e Fabio Bulgheroni, che domenica 20 dicembre celebreranno il loro matrimonio.

LUTTO
E’ scomparsa Rosina Di Prima Giuliano, 94 anni, del Gabbio. A tutti i parenti e agli amici le sentite condoglianze della redazione.

domenica 7 dicembre 2008

Notizie 7 dicembre 2008

THELETON
L’amministrazione comunale di Casale, in collaborazione con la sezione cusiana di Aism (associazione per la lotta alla sclerosi multipla) e il gruppo musicale Pietro Mascagni organizzano il tradizionale concerto di Natale, che si terrà presso il centro culturale Il Cerro di Ramate martedì 16 dicembre, con inizio alle 21. Ingresso a offerta libera.
Il ricavato dell’evento, nel quadro delle iniziative di Theleton, sarà devoluto alla ricerca sulle malattie genetiche.

FESTA DELL’ANZIANO
Si celebra domenica 14 dicembre la festa dell’Associazione per la Promozione dell’Anziano. Il programma prevede la Messa, alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Giorgio e il pranzo sociale presso l’oratorio Casa del Giovane, seguito da un pomeriggio in allegria, con musica, giochi e l’estrazione della sottoscrizione a premi.
Nell’occasione sarà presentata l’edizione 2009 del Taquin dë cui dë Cäsàal, il calendario tradizionale giunto all’undicesimo anno di pubblicazione.

CAMBIO DELLA GUARDIA
Dopo il “ciclone” che ha investito la parrocchia di San Giorgio la scorsa estate, ora è il turno delle altre due comunità casalesi, le parrocchie di San Tommaso in Montebuglio e quella dei Santi Lorenzo e Anna a Ramate di veder cambiare, dopo sedici anni il loro pastore.
Domenica 7 dicembre, durante tutte le Messe è stata presentata la lettera con cui il Vicario generale diocesano comunica che, a partire dal 14 dicembre, don Erminio Ruschetti sarà investito del compito di coadiutore a Ornavasso e di reggente a Migiandone. Le comunità casalesi – pur rimanendo giuridicamente distinte - vengono tutte affidate a don Pietro Segato, parroco a Casale dallo scorso 26 ottobre, che potrà avvalersi della collaborazione ‘esterna’ di don Adriano Miazza, recentemente rientrato nel vicariato del Cusio.
Per il momento non sono previste cerimonie ufficiali d’insediamento, vista l’imminenza delle festività di fine anno, con gli innumerevoli impegni.
Don Pietro ha riunito l’assemblea pastorale di San Giorgio, martedì 9, per verificare i necessari adattamenti al programma delle attività. Per il momento non si prevedono, almeno a Casale, modifiche negli orari delle funzioni.
LUTTO
E’ scomparsa Giulia Monzani Melloni, 88 anni, della Cereda. A tutti i parenti e agli amici le sentite condoglianze della redazione.

martedì 2 dicembre 2008

Gli amici del Fotoclub L'Obiettivo di Casale mi chiedono di segnalare la presenza on line del loro sito
http://www.fotoclubobiettivo.it/
Aggiungo il link nell'elenco qui a fianco.

Notizie 1 dicembre 2008

LUTTO
Dopo lunga malattia è scomparso Loris Landi, 61 anni, residente a Ricciano. Fu consigliere, assessore all’ambiente e vicesindaco nella passata amministrazione comunale casalese.
A tutti i parenti e agli amici il commosso ricordo e le più sentite condoglianze della redazione e dell’intera comunità.

Notizie 30 novembre 2008

LUTTO
E’ scomparso Franco Fiorito, residente al Gabbio. A tutti i parenti e agli amici le più sentite condoglianze della redazione.

domenica 23 novembre 2008

Notizie 23 novembre 2008

CONSIGLIO COMUNALE
Il Consiglio comunale si è riunito mercoledì 19 novembre alle 18,15 per parlare soprattutto di questioni economiche. In discussione erano infatti alcune importanti varianti al bilancio di previsione, dovute alla conferma di alcuni sostanziosi contributi regionali già annunciati nei mesi scorsi. I mutui precedentemente assunti dall’amministrazione per i medesimi lavori, soprattutto quelli relativi alla mensa scolastica del Motto, sono stati quindi devoluti a favore di altre opere, in particolare lavori di manutenzione stradale, potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione e manutenzione straordinaria al tetto dell’ex palazzo civico di piazza della Chiesa, ora sede della biblioteca comunale e di alcune associazioni, che presenta gravi problemi di infiltrazione in caso di piogge intense. I provvedimenti sono stati approvati con l’astensione ‘tecnica’ del gruppo di minoranza che, come sempre preferisce non prendere posizione sui temi di bilancio.
Con voto unanime è stato invece eletto il nuovo revisore dei conti, dottoressa Alessandra Cavallo.
Vivace infine il contraddittorio in merito alla convenzione tra comune, Agenzia territoriale per la casa (ATC, ex istituto case popolari) e Associazione per la promozione dell’anziano per l’acquisizione del terreno di Ramate destinato alla realizzazione di una residenza protetta per anziani. L’opposizione ha nuovamente sollevato i dubbi, già espressi in precedenza, circa le possibili garanzie di attribuzione degli alloggi a cittadini casalesi. Chiarito però che tali regole dovranno essere materia di un successivo regolamento per l’assegnazione delle abitazioni, il gruppo di minoranza – ad esclusione di Eligio Maggiola – ha riconosciuto l’autonomia decisionale dell’associazione, proprietari a del terreno, astenendosi dalla votazione.

SEMINARIO INFORMATIVO PER LE FAMIGLIE
‘I si e i no che aiutano a crescere. Coccole, approvazione, regole e divieti’ è il tema del seminario informativo per le famiglie organizzato dall’amministrazione comunale casalese con la collaborazione di Vita Cooperativa Sociale, l’impresa che ha in appalto la gestione dell’asilo nido di Ramate.
Lunedì 1 dicembre, alle 18,30 presso il Centro Culturale ‘Il Cerro’ di via 25 Aprile, la psicologa Elisabetta Capello parlerà di alcuni importanti aspetti della pratica educativa. La partecipazione è aperta a tutti.

MEMORIA
Dieci anni fa, il 25 novembre 1998, scompariva don Renato Beltrami, parroco di San Giorgio in Casale dal 1954.
La sua figura è stata ricordata, nel giorno dell’anniversario, con una Messa di suffragio, mentre le offerte raccolte durante le funzioni dello scorso fine settimana sono state come ogni anno devolute alla borsa di studio a lui intitolata e destinata al sostegno dei seminaristi.
SOLIDARIETA’
La parrocchia di San Giorgio organizza per il prossimo fine settimana, in occasione dell’inizio dell’Avvento, una fiera delle torte casalinghe. L’esposizione si terrà al termine delle Messe di sabato 29 e di domenica 30 e il ricavato servirà a sostenere le attività dell’oratorio.Intanto è stato reso noto il ricavato della mostra missionaria organizzata per la festa della Madonna delle Figlie. Il ricavato, pari a quasi duemila euro, sarà devoluto ai missionari casalesi, don Massimo Minazzi e Luigina Togno, quest’ultima volontaria con Medici Senza Frontiere.

LIETI EVENTI
I migliori auguri a don Pietro Segato, parroco di San Giorgio, che domenica 30 novembre festeggerà il suo sessantunesimo compleanno.

lunedì 17 novembre 2008

Notizie 16 novembre 2008


LA FRANA DEL LOVICH
Il rio Lovich è un torrentello che si forma, a nord di Ricciano e all’incirca alla medesima altezza, dall’unione dei rii Gaggio e Castelletto - corsi d’acqua che a loro volta sgorgano dalle pendici del Cerano in prossimità dell’alpe Prà Prin – e di svariati canaloni minori. E’ stato proprio dall’alveo di uno di questi colatoi, apparentemente senza importanza, che lo scorso 5 novembre si è staccata quella massa di terriccio che è poi andata a danneggiare diversi edifici della frazione gravellonese di Pedemonte. Il distacco è avvenuto appena sotto il Prà Prin e la frana ha interrotto in più punti la pista forestale che sale da Arzo, portandosi via svariati metri di piano viabile. Uno smottamento minore è contemporaneamente avvenuto nel vallone del Gaggio, andando a interrompere il percorso della pista forestale in corrispondenza del guado sul medesimo rio.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i tecnici del settore geologico della provincia e del servizio regionale alle opere pubbliche, oltre a quelli dell’Arpa (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente).
L’amministrazione comunale casalese ha immediatamente ordinato una serie di lavori – eseguiti a spese proprie e già ultimati – per il ripristino dell’alveo del rio Gaggio, così da mettere in sicurezza il versante, su cui le acque continuavano a riversarsi. Per gli interventi sulla frana vera e propria e per l’eventuale ripristino della pista forestale occorrerà invece attendere le indicazioni dei geologi e, soprattutto, la concessione di adeguati finanziamenti da parte di regione e ministero dell’Ambiente, in quanto i lavori necessari si prospettano come particolarmente onerosi.

LUTTI
Sono scomparse Maria Antonia Mastrolorenzo in Mastrolorenzo, 78 anni, di Ramate e Giuseppina ‘Rita’ Bianchi Brughiera, 85 anni, di Montebuglio. A tutti i parenti e agli amici le più sentite condoglianze della redazione.

LIETI EVENTI
I migliori auguri alla piccola Sara Stella Serraino, che domenica 23 novembre entrerà a far parte della comunità parrocchiale di San Giorgio con la cerimonia del Battesimo.

domenica 9 novembre 2008

Iniziative per le famiglie

Comune di Casale corte Cerro (VB) & VITA Cooperativa Sociale - onlus

sono lieti di presentare

SEMINARIO INFORMATIVO
PER LE FAMIGLIE

“I SÌ E I NO CHE AIUTANO A CRESCERE”
COCCOLE, APPROVAZIONE, REGOLE E DIVIETI


a cura della Dott.ssa Elisabetta Capello - Psicologa

Durante il seminario, oltre al dibattito aperto al pubblico, verrà presentato il servizio di MicroNido Comunale alle famiglie interessate.
INCONTRO APERTO A TUTTI!!!

Il seminario gratuito si terrà
LUNEDì 01 DICEMBRE 2008
DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 18,30 presso i locali del Centro Culturale “Il Cerro” di Ramate

Notizie 9 novembre 2008

ASSEMBLEE DI FRAZIONE
Come a ogni fine d’anno, la giunta comunale incontra i cittadini in una serie di assemblee frazionali per raccogliere idee, suggerimenti e critiche circa le azioni da svolgere nel corso dei prossimi mesi e in vista della preparazione del bilancio di previsione per il 2009.
Dopo le serate del 4 e del 6 novembre tenutesi a Montebuglio e a Ramate, i prossimi appuntamenti sono fissati alle 21 dei giorni 18, 20 e 25 novembre rispettivamente presso il circolo Arci della Cereda, il municipio del capoluogo e il circolo del Gabbio. Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, soprattutto tenendo conto dell’importante consultazione elettorale che, nel corso della primavera 2009 porterà al rinnovo dei consigli comunale e provinciale.

LÄ MÄDÒNÄ DIJ MÄTÄN
Si celebra durante il prossimo fine settimana la festa copatronale della parrocchia di San Giorgio, dedicata alla Vergine delle figlie, quella Mädònä dij Mätän che gli antenati vollero protettrice della gioventù e ricordata all’inizio della stagione invernale, quando ormai tutti i paesani erano rientrati dagli alpeggi e dall’emigrazione stagionale, quando le famiglie erano finalmente riunite e, chiusi i lavori agricoli avevano più tempo da dedicare agli affetti e alla comunità.
Il triduo di preparazione vedrà le Messe celebrate giovedì 13 e venerdì 14 novembre alle 20,30. Sabato 15, alla medesima ora saranno presenti le priore entranti e uscenti – per un ideale cambio della guardia – che parteciperanno alla solenne processione durante la quale, come tradizione, i giovani diciottenni porteranno l’effige dalle Vergine per le strade del capoluogo. Al termine “riscaldamento” collettivo all’oratorio Casa del Giovane.
Domenica 15 Messa solenne alle 11 con le priore e la corale di Casale e Crusinallo, seguita da aperitivo in casa parrocchiale. Alle 15,15 Vespri, poi giochi e merenda all’oratorio.
Durante il fine settimana sarà aperta presso le sale del Baitino la consueta mostra dei lavori femminili a favore delle missioni diocesane.

LUTTI
Sono scomparse Palmira Palma Marchesa Rossetti Ranghino, 87 anni, di Ricciano e Rosa Alberganti Bignozzi, 91 anni, di Ramate. A tutti i parenti e agli amici le più sentite condoglianze della redazione.

STAGIONE TEATRALE
Domenica 23 novembre, alle 16 si terrà il terzo spettacolo della serie Domeniche a Teatro presso il centro culturale Il Cerro di Ramate. In scena la compagnia Dottor Bostik con “Il Melo Gentile”, spettacolo per bambini di Dino Arru e Silvano Antonelli. Ingresso unico 4 euro.

venerdì 7 novembre 2008

Notizie 2 novembre 2008

DON PIETRO RINGRAZIA
Primo è colui che serve
Carissimi,
questo bollettino mi dà l’opportunità di raggiungervi nelle vostre case e nelle vostre famiglie, non avendo, per ora, la possibilità di farlo personalmente. Abbiate pazienza per questi primi tempi, durante i quali dovrò innanzitutto impegnarmi a conoscere le cose più necessarie, poi sarà mia premura conoscere una ad una le realtà presenti sul territorio della nostra parrocchia. Spero che il Signore mi dia vita e salute per camminare con voi per lungo tempo. Il passaggio da una parrocchia all’altra non è stato facile né indolore. La stessa esperienza la sta vivendo anche il carissimo don Enrico, al quale va il nostro ringraziamento, la nostra preghiera. E’ mia intenzione collocarmi dentro il ‘solco’ da lui tracciato e continuare il cammino con la collaborazione di tutti e soprattutto di coloro che vorranno condividerlo. Vi ringrazio per la calorosa e stupenda accoglienza che mi avete riservato alla mia entrata; anche i miei parrocchiani di San Giovanni alla sera, salutandomi, mi hanno detto: “Don, andiamo via tranquilli perché sappiamo di lasciarti in buone mani”. In questo anno pastorale 2008/2009 non seguiremo piani né progetti particolari. Sarà un anno di reciproca conoscenza nel quale cercheremo di capire insieme la strada su cui il Signore ci vuol far camminare. Ringrazio anche don Erminio per il servizio che ha egregiamente svolto in questi due mesi, lasciandomi una casa parrocchiale completamente rimessa a nuovo e preparandomi un ‘popolo ben disposto’. Di solito noi preti diamo il meglio quando siamo chiamati a fare gli straordinari. Invochiamo la benedizione del Signore su tutta Casale, chiedendo l’intercessione di san Giorgio, nostro patrono e di Maria Santissima, nostra madre.
don pietro segato
(dal bollettino della parrocchia di San Giorgio, 2 novembre 2008)

CERIMONIE ALPINE
Il gruppo Ana di Casale invita iscritti e simpatizzanti a partecipare alla giornata delle Forze Armate, che sarà celebrata domenica 9 novembre con la presenza alla Messa delle 11 in chiesa parrocchiale seguita dal consueto omaggio floreale ai monumenti ai caduti e dal pranzo sociale presso il ristorante Cooperativa.

LE PRIORE E LE CERCONE
Come ogni anno, un mese prima della festa copatronale della Madonna delle Figlie, lä Mädònä dij Mätän che si terrà la terza domenica di novembre, sono stati resi pubblici i nomi della nuova priora e vicepriora della parrocchia di San Giorgio. L’onore è toccato rispettivamente alla signora Elisa Chiovini Vercelloni, del Motto e alla signorina Elisa Fantoni di Crebbia. Sostituiranno rispettivamente, nell’assistenza alla vita parrocchiale, Rosa Grasso Guarnori e Valentina Turini, cui va il sentito ringraziamento dell’intera comunità parrocchiale.Sabato 8 novembre torneranno le Cercone, gruppi di ragazze che passeranno di casa in casa a raccogliere offerte per le opere parrocchiali, recando l’alberello augurale e lasciando in cambio dolciumi e biglietti augurali.

sabato 4 ottobre 2008

IL RISPETTO DELLA LEGGE

Piero Chiara
Il rispetto della Legge - e altri racconti
edizioni SE, 130 pagine

Una raccolta postuma di racconti 'minori', pubblicati solo su riviste o giornali, finalmente in volume. Un ultimo 'volo' del bardo di Luino, radente sulle acque del suo lago Maggiore.

lunedì 22 settembre 2008

LÄ VAL D'IJ CINCH

La valle dei Cinque
Erano in cinque, cinque fratelli, cinque omoni grandi, grossi e spavaldi. Boscaioli, cacciatori, forse contrabbandieri di sale, occasionalmente, con il vicino principato, per arrotondare il magro bilancio di famiglia.
Sguardo franco, passo gagliardo, ogni sentiero del Cerano era come casa loro; tutti li conoscevano e li rispettavano perchè, nonostante quel loro aspetto brigantesco, erano miti e gentili con chiunque.
Ma un brutto giorno l'esercito imperiale ritenne di non potersi più privare dei loro servigi e li chiamò alle armi, tutti in una volta. Loro però non se la sentirono di andare a combattere contro i francesi, non per pusillanimità, ma per non lasciare sola la vecchia madre che non avrebbe saputo come campare. Non si presentarono al reclutamento e quando, qualche giorno più tardi, la pattuglia dei gendarmi venne da Omegna per arrestarli, si diedero alla macchia.
Li inseguirono naturalmente, per prati e orti e boschi, ma i cinque bravi si andarono a rifugiare nella profonda forra del rio Gaggiolo, a monte di Arzo, e appostati alla sua imboccatura attesero i croati con gli schioppi spianati, bloccandoli col loro tiro preciso. A lungo in paese si udirono rimbombare le fucilate, via via più rade, ma nessuno fu più rivisto comparire.
Pare che siano ancora là, a difendere il burrone che prese il loro nome, la Valle dei Cinque. Se vi aggirate da quelle parti al crepuscolo, con l'animo disposto a credere anche le cose più improbabili, forse riuscirete a scorgere una vampata all'interno dell'orrido; e se saprete guardare nella giusta direzione individuerete forse anche il pennacchio del kaporalmeister che, da dietro un masso, ancora fa la posta ai suoi disertori.
Nota: in paese la leggenda è ricordata solo nei suoi tratti essenziali e con sfumature diverse, secondo chi la riferisce. La versione riportata, pur nel rispetto della tradizione, è stata ampiamente romanzata al fine di renderla più leggibile; in particolare è del tutto arbitraria l'ambientazione nel periodo in cui Casale, con tutti i feudi borromei, faceva parte del ducato di Milano e quindi dell'impero austriaco (fino alla prima metà del XVIII secolo) e il principato sabaudo (poi regno di Sardegna) si estendeva sino alla Valsesia e all'alta Val Strona.

La cappella della Torigia

Correva l'anno 1630 o 1631 e la peste, quella resa tristemente famosa dal Manzoni, imperversava per tutto il ducato di Milano ed era giunta fino ai confini dell'Ossola, mietendo vittime a Gravellona.
Casale ne era ancora immune, ma gli abitanti, temendo il propagarsi del terribile morbo, cercarono di correre ai ripari con l'aiuto della Divina Provvidenza: fatta benedire una pagnotta, la portarono in solenne processione fino al roccione che dominava, e domina tutt'ora, l'antica strada di collegamento tra i due paesi, lasciandovela infissa su di una pertica; poi si ritirarono tutti nelle loro case e attesero in preghiera.
Alcuni giorni dopo il contagio cominciò a scemare e non vi furono più ammalati gravi in Gravellona; nessun casalese era stato colpito, ma la pagnotta benedetta fu trovata completamente annerita nella metà rivolta verso il paese vicino e ancora bianca dalla parte di Casale.
Nel luogo del miracolo, la Torigiä nella toponomastica locale, dimora del leggendario aspär, il serpente alato, venne eretta una cappelletta votiva.
L'attuale cappelletta, con gli affreschi rappresentanti la Madonna di Re, S. Eustacchio e S. Gottardo, è stata ricostruita, probabilmente, alla fine del secolo scorso.

Proverbi di Febbraio

- An bisèst, äs marìä incä ji tëmpèst
Nell'anno bisestile si sposano anche le tempeste
(intese come tali ma anche, in senso lato, come persona dal… forte carattere)

- Sol ëd Fëvrèr, l'è gram come'n sbér Il sole di Febbraio è cattivo come un monellaccio

Sant'Eustachio

Venerato alla Turigiä il 28 Novembre.
Patrono dei cacciatori e dei tessitori.
Placido, generale romano sotto l’imperatore Traiano, un giorno cacciando stava per uccidere un magnifico cervo, quando vide apparire tra le sue corna una croce luminosa; fu il segno che lo portò alla conversione alla nuova fede, con tutta la sua famiglia e a cambiare il proprio nome in quello di Eustachio. Venne dapprima congedato con disonore dall’esercito e ridotto a vivere da contadino, poi richiamato in servizio da Adriano che aveva bisogno di buoni ufficiali nelle sue guerre contro i barbari.
Ottenuta la vittoria però, il santo si rifiutò di offrire sacrifici agli dei di Roma e il nuovo imperatore, furibondo, ordinò che venisse dato in pasto alle belve del circo, queste rifiutarono però di assalirlo e la pena fu quindi tramutata nella condanna alla cremazione, così come usavano anticamente i fenici e i tiranni siciliani.
A Casale la figura di S. Eustachio è legata la miracolo della Turigiä, di cui si parlò nel taccuino dello scorso anno. In quell’occasione i nostri avi invocarono l’aiuto del santo affinchè li proteggesse dalla peste e non si deve trattare soltanto di una leggenda; dai registri della parrocchia risulta che ancora all’inizio di questo secolo, il 12 Maggio di ogni anno, si svolgeva una solenne processione “in adempimento di voto fatto dal Comune di Casale Corte Cerro”, dalla chiesa parrocchiale sino alla cappelletta. Qui venivano benedette le campagne circostanti e venivano cantati l’antifona e l’oremus di S. Eustachio con l’aggiunta della formula: “A peste, fame et bello – libera nos Domine”. Da notare che il rito aveva inizio, come altri simili, alle cinque e trenta del mattino perchè alle sette suonavano le sirene dei fabbriconi: la “voce dei padroni” chiamava a raccolta i lavoratori.
Alla Turigiä l’immagine principale è però quella della Madonna del Sangue, venerata nel santuario vigezzino di Re. La Vergine è rappresentata assisa in trono, il figlio in braccio e la ferita in fronte ben visibile; il cartiglio che sempre l’accompagna recita: In gremio Matris sedet sapientia Patris.

mercoledì 17 settembre 2008

14 settembre 2008

LIETI EVENTI
I migliori auguri alle famiglie Scattareggia e Lenzi, i cui figli si sono uniti in matrimonio nella chiesa di San Giorgio lo scorso sabato 13 settembre.

DONAZIONI DI TESSUTI E ORGANI
L’amministrazione comunale di Casale Corte Cerro, su sollecitazione dell’Anci (associazione dei comuni italiani) ha aderito alla campagna promossa da Aned (associazione nazionale emodializzati) per la sensibilizzazione alla donazione di tessuti e organi a scopo di trapianto terapeutico.
L’iniziativa tende a sensibilizzare i cittadini alle problematiche del trapianto terapeutico di organi, sollecitandoli a rendersi disponibili alla donazione in vita di sangue, midollo osseo e cellule staminali; si invita inoltre a tenere permanentemente nel portafogli una dichiarazione firmata – o l’apposito tesserino distribuito anni or sono dal Ministero della Salute - circa la disponibilità alla donazioni di organi dopo la morte.
Per maggiori informazioni e per verificare l’idoneità alle donazioni mediante analisi del sangue, è possibile rivolgersi ai medici di famiglia e ai centri trasfusionali presenti presso tutti gli ospedali della zona.

RIPRENDONO LE PROIEZIONI DEL FOTOCLUB
Riprendono gli incontri con proiezione d’immagini del fotoclub L’Obbiettivo.
Martedì 16 settembre ‘Camminando nel silenzio’ a cura dei soci. Il 30 settembre torna il tocco poetico e delicato di Paola Poletti con ‘Da Arezzo a Ravenna… scorci d’arte e di natura’.Le serate inizieranno alle 21 presso la Tavernetta della Società Operaia, in via Ramate.

Vecchie presentazioni

Libri

2 giugno 2008
LA REPUBBLICA DEI PESCATORI
Marco Travaglini La repubblica dei pescatori ...e altri racconti Visual Grafica editore novembre 2007, 60 pagine, 10 euro. Dopo il mostro del lago d'Orta, il Tempo Lento e gli gnomi vigezzini (la Signora della Laurasca, ripubblicato anche in questo volume) due storie ambientate a Quarna e all'isola dei Pescatori.

23 aprile 2008
BUON COMPLEANNO
Un secolo fa, il 1° maggio 1908, nasceva Giovannino Guareschi, indimenticato autore che merita di stare tra i "grandi" della letteratura italiana e internazionale.Chi sogna nuovi gerani (anagramma del suo nome) è il titolo della sua autobiografia, uscita parecchi anni dopo la sua scomparsa.

20 aprile 2008
ALPINISTI CIABATTONI
Achille Giovanni Cagna Alpinisti Ciabattoni Ed. Grafiche del Castello di Viadana 190 pagine. Il piccolo capolavoro dello scapigliato vercellese - summa delle tragicomiche avventure turistiche di due bottegai della Lomellina di fine '800 venuti sul lago d'Orta in cerca di divertimento - torna in primo piano grazie all'iniziativa del Festival della Letteratura di Mantova e di Lago Maggiore Letteraltura. Svariate centinaia di copie sono state distribuite gratuitamente nelle biblioteche, nelle scuole e nei centri culturali del Verbano Cusio Ossola e letture animate dell'opera vengono organizzate un po' dovunque.Si veda anche il sito http://www.quicomincialalettura.it/

17 aprile 2008
ANDREA VITALI, NARRATORE DI LAGO
Andrea Vitali La modista. Un romanzo con guardia e ladri. Garzanti 380 pag. 16,60 €. L'ultima opera del medico - scrittore di Bellano, cittadina sulla sponda orientale del lago di Como. Da segnalare anche le sue opere precedenti, tutte edite da Garzanti: Una finestra vista lago La signorina Tecla Manzi Un amore di zitella La figlia del podestà Il procuratore Olive comprese Il segreto di Ortelia. Lo stile, l'ambiente, il ritmo narrativo ricordano il "nostro" Piero Chiara. Da provare...

15 aprile 2008
ALLA FRONTIERA DELL'IMPERO
Dario Sala Alla frontiera dell'impero Libreria editrice Il Libro - Laveno (VA) febbraio 2008, 240 pagine, 10,50 euro. Tra feuilleton e trattato storico, il "gran decennio" risorgimentale (1848 - 1859) visto dalle rive del lago Maggiore.

13 aprile 2008
LA DONNA SOTTO LA MADONNA

Marilena Roversi Flury La donna sotto la Madonna Editrice Nuovi Autori. 140 pagine, 10 euro. Tre racconti 'da brivido' intorno al lago d'Orta.

9 gennaio 2004
EDITORIA LOCALE
A chi ancora non avesse completato i regali natalizi, come a tutti gli appassionati, e sono tanti, di cultura locale consigliamo vivamente l’ultima opera di Paolo Crosa Lenz. L’insegnante, giornalista e scrittore ornavassese è da anni impegnato nella documentazione degli itinerari escursionistici e alpinistici della nostra zona, dalle grandi vette dell’Ossola ai sentieri selvaggi della Val Grande e ai lembi meno conosciuti del VCO, come la Valle Strona che fu argomento del precedente volume.
Esce ora ‘Mottarone Cusio e Vergante—Sentieri tra due laghi’ per i tipi dell’editore Alberti di Verbania. Sono 200 pagine dense di fotografie, cartine e notizie, non solo di carattere escursionistico, ma anche d’interesse storico e scientifico, come è consuetudine di questo autore, sempre molto attento ai più diversi aspetti culturali e scientifici che caratterizzano il territorio.
La zona interessata è quella del Mergozzolo, da Gravellona, a nord fino ai lagoni di Mercurago, a sud e delimitata a est e ovest dai laghi Maggiore e d’Orta. Un territorio vasto e spesso trascurato dagli amanti del trekking, forse per le basse quote raggiunte, ma che offre luoghi d’innegabile bellezza e di grande fascino, soprattutto in questa fredda, ma stupenda stagione.


LA RESISTENZA A CASALE CORTE CERRO E DINTORNI
Pagine di un album ricavate da un archivio partigiano, ricordate, raccontate e illustrate dai protagonisti, a cura di Cafiero Bianchi.
Titolo e sottotitolo sarebbero già più che sufficienti ad illustrare il conte­nuto di questo volume recentemente diffuso, in modo capillare, in tutta Casale e dintorni a cura degli ex partigiani.
Da tempo si sta svolgendo in paese un'intensa opera di ricerca e recupero delle tradizioni storiche e folkloristiche, ricerca concretatasi in mostre e pubblicazioni e che ha accomunato persone delle più diverse estrazioni politiche e culturali. Quest'ultima opera viene ad inserirsi in tale filone portando un contributo decisivo alla conoscenza di fatti che, pur vicini nel tempo, già vanno perdendo il colore, iniziano a diventare mitici, soprattutto nella mente dei giovani che non li hanno vissuti.
Storia dei piccoli, vissuta giorno per giorno e raccolta dalla viva voce dei protagonisti, cioè quel modo di fare storia che da tempo abbiamo scelto come nostro; lavoro coordinato da una persona di grande modestia, tanto che non ha voluto nemmeno essere indicata come autore del libro, bensì come semplice «curatore».
Pubblicato in Lo Strona, n. 3, Luglio – Settembre 1982

martedì 16 settembre 2008

Ricciano, settembre 1944

da Il Falò, Settembre 2002
Già in altra sede si sono recentemente ricordati i tristi avvenimenti di quel agosto del ’44, culminati nell’eccidio di sei partigiani della divisione alpina Beltrami all’alpe Grandi. Ma forse ancor peggiore fu il mese successivo.
Settembre iniziò con la rivincita dei patrioti: il giorno 5 i reparti della Beltrami e della seconda divisione garibaldina Redi occupavano Omegna e dilagando per la Corcera fino alla discesa di Santa Maria, dove si trovava il posto di blocco tedesco, e attestandosi alla Turigia, da dove i tiratori scelti tenevano sotto pressione il presidio nazifascista di Gravellona. Questo non tardò a reagire: la mattina dell’11 le batterie d’artiglieria installate nel piazzale della chiesa presero a bombardare Casale e le sue frazioni, provocando ingenti danni e allentando la pressione dei partigiani.
Due giorni più tardi però, i georgiani inquadrati nella Redi scatenarono un furioso attacco ai reparti fascisti appostati nello stabilimento Furter di Santa Maria: iniziava così la battaglia di Gravellona, cui parteciparono i patrioti di tutte le formazioni presenti in zona. Per due interi giorni i combattimenti infuriarono nella cittadina; si arrivò anche alla resa di alcuni reparti repubblichini, ma la maggior parte del presidio riuscì a trincerarsi in alcuni edifici del centro e a resistere sino all’arrivo dei rinforzi da Baveno e da Pallanza. I partigiani dovettero rapidamente ripiegare verso la montagna, lasciando sul terreno 35 morti.Iniziò immediatamente la controffensiva e la vendetta non si fece attendere. Il 14 settembre, mentre l’Ossola festeggiava l’inizio dei ’40 giorni di libertà’, un reparto della GNR (guardia nazionale repubblicana) piombava su Ricciano, dove, non trovando che donne, vecchi e bambini – tutti gli uomini validi erano fuggiti – saccheggiava ed incendiava tutte le case della piccola frazione.

7 settembre 2008

LIETI EVENTI
I migliori auguri a don Enrico Manzini, già parroco di San Giorgio in Casale Corte Cerro, che domenica 7 settembre ha ricordato il trentaquattresimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

GITA DEGLI ANZIANI
L’associazione per la Promozione dell’Anziano organizza per giovedì 2 ottobre la tradizionale gita dei pensionati, questa volta verso la riviera ligure di ponente.
Partenza in pullman alle 6,15, visita a Imperia e Ceriale, pranzo in ristorante tipico e rientro in serata. Costo 50 euro e prenotazione obbligatoria presso i volontari dell’associazione.

BENEDICTUS QUI VENIT IN NOMINE DOMINI
Don Pietro Piero Segato, classe 1947, ordinato sacerdote nel 1980, attualmente parroco di San Giovanni in Oleggio Grande, dopo essere stato per otto anni coadiutore a Galliate. Queste le ‘coordinate’ – in buona parte ricavate dal sito web della diocesi – del nuovo parroco che domenica 26 ottobre si insedierà in San Giorgio di Casale Corte Cerro, secondo quanto comunicato dal Vescovo, monsignor Corti nella sua lettera del 5 settembre, letta in forma ufficiale durante le celebrazioni dello scorso fine settimana.
La comunità casalese ha accolto con grande soddisfazione la notizia ed è particolarmente grata a monsignor Vescovo per la rapidità con la quale ha saputo rispondere alle richieste presentategli nei mesi scorsi, dopo l’annuncio della chiamata di don Enrico in Ossola.
I collaboratori laici si sono subito mobilitati per accogliere nel migliore dei modi il nuovo pastore e per mantenere vive e attive, nel frattempo, tutte le attività parrocchiali.Intanto sono unanimi, per don Pietro, il ringraziamento per aver accettato questo nuovo incarico, il saluto e la preghiera: “Benedetto è colui che viene nel nome del Signore”.

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Qui comincia la lettura...

... di notizie e curiosità riguardanti un paesino di mezza montagna, arrampicato sulle balze dei monti, nella Terra dei Tre Laghi...

lunedì 18 agosto 2008

PARROCCHIA DI SAN GIORGIO MARTIRE IN CASALE CORTE CERRO - CRONOLOGIA MINIMA

Da appunti recuperati dall’archivio parrocchiale e da Novaria Sacra, 1929

1046 è documentata l’esistenza della chiesa (poi parrocchiale) originale
1309 diatriba tra le comunità di Casale e Buglio per i terreni di
Vallessa
1552 costruzione del campanile (data incisa sullo stesso)
1554 benedizione della chiesa di San Maurizio
1569 costruzione dell’oratorio di Ramate
1580 data incisa nella pila dell’acqua santa in fondo alla chiesa
parrocchiale
1585 04/05 la confraternita del SS. Sacramento, già esistente, viene aggregata
a quella (della Vergine del Rosario?)
1592 inizio della registrazione degli atti di battesimo e di matrimonio
1599 obbligo di partecipazione alla processione del S.S.
1603 26/03 erezione della confraternita del SS. Rosario, approvata dal vescovo
di Novara nel 1612
1609 4/10 costituzione della parrocchia
1617 inizio elenco dei priori della confraternita del SS. (Rosario?)
1619 già esiste la chiesa di San Carlo
1655 (1615?) data esterna sulla cappella di sant’Antonio; 4 maggio
autorizzazione all’erezione della cappella stessa
1675 costruzione oratorio di Arzo; il 21 gennaio il prevosto di Omegna
riceve facoltà di benedirlo sotto il titolo di Santo Stefano
1697 il vescovo Giovanni Battista Visconti consacra la chiesa e concede
ai parroci di Casale il titolo di Arcipreti
1703 data sulla balaustra
1726 data sul quadro di san Bernardo nella sacrestia del Rosario
1750 data sulla parete esterna della cappella di san Giuseppe
1766 14/01 donazione della reliquia di San Giorgio da Giovanni Antonio Banetti
di Montebuglio, abitante in Parma
1769 benedizione dell’altare di San Carlo
1782 09 benedizione del quadro di San Giorgio
1792 23/10 facoltà di benedire i quadri di san Giovanni e della Vergine
Addolorata
1809 10/09 benedizione del cimitero
1820 costruzione della nuova chiesa di San Carlo
1827 fine costruzione e benedizione della nuova chiesa di San Carlo
1830 separazione di San Maurizio da Casale
1833 01/12 benedetto l’altare del patrocinio di san Giuseppe
1837 09/06 benedizione del nuovo altare maggiore
1842 benedizione Via Crucis
1854 funzione in ringraziamento per la liberazione dal colera
1884 funzione per le cinque nuove campane
1895 acquisto statua Madonna delle Figlie, costo 110 £
1896 lavori alla chiesa di San Carlo
1900 20/05 consacrazione altare Madonna di Pompei a San Carlo
1901 erezione dell’altare del Sacro Cuore e della balaustra a San Carlo
1902 nuovo pavimento e incoronazione della Madonna di Pompei
1903 acquisto della statua di San Giorgio
1907 coperchio del pulpito e cupola del battistero
1926 erezione del campanile della chiesa di San Carlo