lunedì 22 settembre 2008

LÄ VAL D'IJ CINCH

La valle dei Cinque
Erano in cinque, cinque fratelli, cinque omoni grandi, grossi e spavaldi. Boscaioli, cacciatori, forse contrabbandieri di sale, occasionalmente, con il vicino principato, per arrotondare il magro bilancio di famiglia.
Sguardo franco, passo gagliardo, ogni sentiero del Cerano era come casa loro; tutti li conoscevano e li rispettavano perchè, nonostante quel loro aspetto brigantesco, erano miti e gentili con chiunque.
Ma un brutto giorno l'esercito imperiale ritenne di non potersi più privare dei loro servigi e li chiamò alle armi, tutti in una volta. Loro però non se la sentirono di andare a combattere contro i francesi, non per pusillanimità, ma per non lasciare sola la vecchia madre che non avrebbe saputo come campare. Non si presentarono al reclutamento e quando, qualche giorno più tardi, la pattuglia dei gendarmi venne da Omegna per arrestarli, si diedero alla macchia.
Li inseguirono naturalmente, per prati e orti e boschi, ma i cinque bravi si andarono a rifugiare nella profonda forra del rio Gaggiolo, a monte di Arzo, e appostati alla sua imboccatura attesero i croati con gli schioppi spianati, bloccandoli col loro tiro preciso. A lungo in paese si udirono rimbombare le fucilate, via via più rade, ma nessuno fu più rivisto comparire.
Pare che siano ancora là, a difendere il burrone che prese il loro nome, la Valle dei Cinque. Se vi aggirate da quelle parti al crepuscolo, con l'animo disposto a credere anche le cose più improbabili, forse riuscirete a scorgere una vampata all'interno dell'orrido; e se saprete guardare nella giusta direzione individuerete forse anche il pennacchio del kaporalmeister che, da dietro un masso, ancora fa la posta ai suoi disertori.
Nota: in paese la leggenda è ricordata solo nei suoi tratti essenziali e con sfumature diverse, secondo chi la riferisce. La versione riportata, pur nel rispetto della tradizione, è stata ampiamente romanzata al fine di renderla più leggibile; in particolare è del tutto arbitraria l'ambientazione nel periodo in cui Casale, con tutti i feudi borromei, faceva parte del ducato di Milano e quindi dell'impero austriaco (fino alla prima metà del XVIII secolo) e il principato sabaudo (poi regno di Sardegna) si estendeva sino alla Valsesia e all'alta Val Strona.

La cappella della Torigia

Correva l'anno 1630 o 1631 e la peste, quella resa tristemente famosa dal Manzoni, imperversava per tutto il ducato di Milano ed era giunta fino ai confini dell'Ossola, mietendo vittime a Gravellona.
Casale ne era ancora immune, ma gli abitanti, temendo il propagarsi del terribile morbo, cercarono di correre ai ripari con l'aiuto della Divina Provvidenza: fatta benedire una pagnotta, la portarono in solenne processione fino al roccione che dominava, e domina tutt'ora, l'antica strada di collegamento tra i due paesi, lasciandovela infissa su di una pertica; poi si ritirarono tutti nelle loro case e attesero in preghiera.
Alcuni giorni dopo il contagio cominciò a scemare e non vi furono più ammalati gravi in Gravellona; nessun casalese era stato colpito, ma la pagnotta benedetta fu trovata completamente annerita nella metà rivolta verso il paese vicino e ancora bianca dalla parte di Casale.
Nel luogo del miracolo, la Torigiä nella toponomastica locale, dimora del leggendario aspär, il serpente alato, venne eretta una cappelletta votiva.
L'attuale cappelletta, con gli affreschi rappresentanti la Madonna di Re, S. Eustacchio e S. Gottardo, è stata ricostruita, probabilmente, alla fine del secolo scorso.

Proverbi di Febbraio

- An bisèst, äs marìä incä ji tëmpèst
Nell'anno bisestile si sposano anche le tempeste
(intese come tali ma anche, in senso lato, come persona dal… forte carattere)

- Sol ëd Fëvrèr, l'è gram come'n sbér Il sole di Febbraio è cattivo come un monellaccio

Sant'Eustachio

Venerato alla Turigiä il 28 Novembre.
Patrono dei cacciatori e dei tessitori.
Placido, generale romano sotto l’imperatore Traiano, un giorno cacciando stava per uccidere un magnifico cervo, quando vide apparire tra le sue corna una croce luminosa; fu il segno che lo portò alla conversione alla nuova fede, con tutta la sua famiglia e a cambiare il proprio nome in quello di Eustachio. Venne dapprima congedato con disonore dall’esercito e ridotto a vivere da contadino, poi richiamato in servizio da Adriano che aveva bisogno di buoni ufficiali nelle sue guerre contro i barbari.
Ottenuta la vittoria però, il santo si rifiutò di offrire sacrifici agli dei di Roma e il nuovo imperatore, furibondo, ordinò che venisse dato in pasto alle belve del circo, queste rifiutarono però di assalirlo e la pena fu quindi tramutata nella condanna alla cremazione, così come usavano anticamente i fenici e i tiranni siciliani.
A Casale la figura di S. Eustachio è legata la miracolo della Turigiä, di cui si parlò nel taccuino dello scorso anno. In quell’occasione i nostri avi invocarono l’aiuto del santo affinchè li proteggesse dalla peste e non si deve trattare soltanto di una leggenda; dai registri della parrocchia risulta che ancora all’inizio di questo secolo, il 12 Maggio di ogni anno, si svolgeva una solenne processione “in adempimento di voto fatto dal Comune di Casale Corte Cerro”, dalla chiesa parrocchiale sino alla cappelletta. Qui venivano benedette le campagne circostanti e venivano cantati l’antifona e l’oremus di S. Eustachio con l’aggiunta della formula: “A peste, fame et bello – libera nos Domine”. Da notare che il rito aveva inizio, come altri simili, alle cinque e trenta del mattino perchè alle sette suonavano le sirene dei fabbriconi: la “voce dei padroni” chiamava a raccolta i lavoratori.
Alla Turigiä l’immagine principale è però quella della Madonna del Sangue, venerata nel santuario vigezzino di Re. La Vergine è rappresentata assisa in trono, il figlio in braccio e la ferita in fronte ben visibile; il cartiglio che sempre l’accompagna recita: In gremio Matris sedet sapientia Patris.

mercoledì 17 settembre 2008

14 settembre 2008

LIETI EVENTI
I migliori auguri alle famiglie Scattareggia e Lenzi, i cui figli si sono uniti in matrimonio nella chiesa di San Giorgio lo scorso sabato 13 settembre.

DONAZIONI DI TESSUTI E ORGANI
L’amministrazione comunale di Casale Corte Cerro, su sollecitazione dell’Anci (associazione dei comuni italiani) ha aderito alla campagna promossa da Aned (associazione nazionale emodializzati) per la sensibilizzazione alla donazione di tessuti e organi a scopo di trapianto terapeutico.
L’iniziativa tende a sensibilizzare i cittadini alle problematiche del trapianto terapeutico di organi, sollecitandoli a rendersi disponibili alla donazione in vita di sangue, midollo osseo e cellule staminali; si invita inoltre a tenere permanentemente nel portafogli una dichiarazione firmata – o l’apposito tesserino distribuito anni or sono dal Ministero della Salute - circa la disponibilità alla donazioni di organi dopo la morte.
Per maggiori informazioni e per verificare l’idoneità alle donazioni mediante analisi del sangue, è possibile rivolgersi ai medici di famiglia e ai centri trasfusionali presenti presso tutti gli ospedali della zona.

RIPRENDONO LE PROIEZIONI DEL FOTOCLUB
Riprendono gli incontri con proiezione d’immagini del fotoclub L’Obbiettivo.
Martedì 16 settembre ‘Camminando nel silenzio’ a cura dei soci. Il 30 settembre torna il tocco poetico e delicato di Paola Poletti con ‘Da Arezzo a Ravenna… scorci d’arte e di natura’.Le serate inizieranno alle 21 presso la Tavernetta della Società Operaia, in via Ramate.

Vecchie presentazioni

Libri

2 giugno 2008
LA REPUBBLICA DEI PESCATORI
Marco Travaglini La repubblica dei pescatori ...e altri racconti Visual Grafica editore novembre 2007, 60 pagine, 10 euro. Dopo il mostro del lago d'Orta, il Tempo Lento e gli gnomi vigezzini (la Signora della Laurasca, ripubblicato anche in questo volume) due storie ambientate a Quarna e all'isola dei Pescatori.

23 aprile 2008
BUON COMPLEANNO
Un secolo fa, il 1° maggio 1908, nasceva Giovannino Guareschi, indimenticato autore che merita di stare tra i "grandi" della letteratura italiana e internazionale.Chi sogna nuovi gerani (anagramma del suo nome) è il titolo della sua autobiografia, uscita parecchi anni dopo la sua scomparsa.

20 aprile 2008
ALPINISTI CIABATTONI
Achille Giovanni Cagna Alpinisti Ciabattoni Ed. Grafiche del Castello di Viadana 190 pagine. Il piccolo capolavoro dello scapigliato vercellese - summa delle tragicomiche avventure turistiche di due bottegai della Lomellina di fine '800 venuti sul lago d'Orta in cerca di divertimento - torna in primo piano grazie all'iniziativa del Festival della Letteratura di Mantova e di Lago Maggiore Letteraltura. Svariate centinaia di copie sono state distribuite gratuitamente nelle biblioteche, nelle scuole e nei centri culturali del Verbano Cusio Ossola e letture animate dell'opera vengono organizzate un po' dovunque.Si veda anche il sito http://www.quicomincialalettura.it/

17 aprile 2008
ANDREA VITALI, NARRATORE DI LAGO
Andrea Vitali La modista. Un romanzo con guardia e ladri. Garzanti 380 pag. 16,60 €. L'ultima opera del medico - scrittore di Bellano, cittadina sulla sponda orientale del lago di Como. Da segnalare anche le sue opere precedenti, tutte edite da Garzanti: Una finestra vista lago La signorina Tecla Manzi Un amore di zitella La figlia del podestà Il procuratore Olive comprese Il segreto di Ortelia. Lo stile, l'ambiente, il ritmo narrativo ricordano il "nostro" Piero Chiara. Da provare...

15 aprile 2008
ALLA FRONTIERA DELL'IMPERO
Dario Sala Alla frontiera dell'impero Libreria editrice Il Libro - Laveno (VA) febbraio 2008, 240 pagine, 10,50 euro. Tra feuilleton e trattato storico, il "gran decennio" risorgimentale (1848 - 1859) visto dalle rive del lago Maggiore.

13 aprile 2008
LA DONNA SOTTO LA MADONNA

Marilena Roversi Flury La donna sotto la Madonna Editrice Nuovi Autori. 140 pagine, 10 euro. Tre racconti 'da brivido' intorno al lago d'Orta.

9 gennaio 2004
EDITORIA LOCALE
A chi ancora non avesse completato i regali natalizi, come a tutti gli appassionati, e sono tanti, di cultura locale consigliamo vivamente l’ultima opera di Paolo Crosa Lenz. L’insegnante, giornalista e scrittore ornavassese è da anni impegnato nella documentazione degli itinerari escursionistici e alpinistici della nostra zona, dalle grandi vette dell’Ossola ai sentieri selvaggi della Val Grande e ai lembi meno conosciuti del VCO, come la Valle Strona che fu argomento del precedente volume.
Esce ora ‘Mottarone Cusio e Vergante—Sentieri tra due laghi’ per i tipi dell’editore Alberti di Verbania. Sono 200 pagine dense di fotografie, cartine e notizie, non solo di carattere escursionistico, ma anche d’interesse storico e scientifico, come è consuetudine di questo autore, sempre molto attento ai più diversi aspetti culturali e scientifici che caratterizzano il territorio.
La zona interessata è quella del Mergozzolo, da Gravellona, a nord fino ai lagoni di Mercurago, a sud e delimitata a est e ovest dai laghi Maggiore e d’Orta. Un territorio vasto e spesso trascurato dagli amanti del trekking, forse per le basse quote raggiunte, ma che offre luoghi d’innegabile bellezza e di grande fascino, soprattutto in questa fredda, ma stupenda stagione.


LA RESISTENZA A CASALE CORTE CERRO E DINTORNI
Pagine di un album ricavate da un archivio partigiano, ricordate, raccontate e illustrate dai protagonisti, a cura di Cafiero Bianchi.
Titolo e sottotitolo sarebbero già più che sufficienti ad illustrare il conte­nuto di questo volume recentemente diffuso, in modo capillare, in tutta Casale e dintorni a cura degli ex partigiani.
Da tempo si sta svolgendo in paese un'intensa opera di ricerca e recupero delle tradizioni storiche e folkloristiche, ricerca concretatasi in mostre e pubblicazioni e che ha accomunato persone delle più diverse estrazioni politiche e culturali. Quest'ultima opera viene ad inserirsi in tale filone portando un contributo decisivo alla conoscenza di fatti che, pur vicini nel tempo, già vanno perdendo il colore, iniziano a diventare mitici, soprattutto nella mente dei giovani che non li hanno vissuti.
Storia dei piccoli, vissuta giorno per giorno e raccolta dalla viva voce dei protagonisti, cioè quel modo di fare storia che da tempo abbiamo scelto come nostro; lavoro coordinato da una persona di grande modestia, tanto che non ha voluto nemmeno essere indicata come autore del libro, bensì come semplice «curatore».
Pubblicato in Lo Strona, n. 3, Luglio – Settembre 1982

martedì 16 settembre 2008

Ricciano, settembre 1944

da Il Falò, Settembre 2002
Già in altra sede si sono recentemente ricordati i tristi avvenimenti di quel agosto del ’44, culminati nell’eccidio di sei partigiani della divisione alpina Beltrami all’alpe Grandi. Ma forse ancor peggiore fu il mese successivo.
Settembre iniziò con la rivincita dei patrioti: il giorno 5 i reparti della Beltrami e della seconda divisione garibaldina Redi occupavano Omegna e dilagando per la Corcera fino alla discesa di Santa Maria, dove si trovava il posto di blocco tedesco, e attestandosi alla Turigia, da dove i tiratori scelti tenevano sotto pressione il presidio nazifascista di Gravellona. Questo non tardò a reagire: la mattina dell’11 le batterie d’artiglieria installate nel piazzale della chiesa presero a bombardare Casale e le sue frazioni, provocando ingenti danni e allentando la pressione dei partigiani.
Due giorni più tardi però, i georgiani inquadrati nella Redi scatenarono un furioso attacco ai reparti fascisti appostati nello stabilimento Furter di Santa Maria: iniziava così la battaglia di Gravellona, cui parteciparono i patrioti di tutte le formazioni presenti in zona. Per due interi giorni i combattimenti infuriarono nella cittadina; si arrivò anche alla resa di alcuni reparti repubblichini, ma la maggior parte del presidio riuscì a trincerarsi in alcuni edifici del centro e a resistere sino all’arrivo dei rinforzi da Baveno e da Pallanza. I partigiani dovettero rapidamente ripiegare verso la montagna, lasciando sul terreno 35 morti.Iniziò immediatamente la controffensiva e la vendetta non si fece attendere. Il 14 settembre, mentre l’Ossola festeggiava l’inizio dei ’40 giorni di libertà’, un reparto della GNR (guardia nazionale repubblicana) piombava su Ricciano, dove, non trovando che donne, vecchi e bambini – tutti gli uomini validi erano fuggiti – saccheggiava ed incendiava tutte le case della piccola frazione.

7 settembre 2008

LIETI EVENTI
I migliori auguri a don Enrico Manzini, già parroco di San Giorgio in Casale Corte Cerro, che domenica 7 settembre ha ricordato il trentaquattresimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

GITA DEGLI ANZIANI
L’associazione per la Promozione dell’Anziano organizza per giovedì 2 ottobre la tradizionale gita dei pensionati, questa volta verso la riviera ligure di ponente.
Partenza in pullman alle 6,15, visita a Imperia e Ceriale, pranzo in ristorante tipico e rientro in serata. Costo 50 euro e prenotazione obbligatoria presso i volontari dell’associazione.

BENEDICTUS QUI VENIT IN NOMINE DOMINI
Don Pietro Piero Segato, classe 1947, ordinato sacerdote nel 1980, attualmente parroco di San Giovanni in Oleggio Grande, dopo essere stato per otto anni coadiutore a Galliate. Queste le ‘coordinate’ – in buona parte ricavate dal sito web della diocesi – del nuovo parroco che domenica 26 ottobre si insedierà in San Giorgio di Casale Corte Cerro, secondo quanto comunicato dal Vescovo, monsignor Corti nella sua lettera del 5 settembre, letta in forma ufficiale durante le celebrazioni dello scorso fine settimana.
La comunità casalese ha accolto con grande soddisfazione la notizia ed è particolarmente grata a monsignor Vescovo per la rapidità con la quale ha saputo rispondere alle richieste presentategli nei mesi scorsi, dopo l’annuncio della chiamata di don Enrico in Ossola.
I collaboratori laici si sono subito mobilitati per accogliere nel migliore dei modi il nuovo pastore e per mantenere vive e attive, nel frattempo, tutte le attività parrocchiali.Intanto sono unanimi, per don Pietro, il ringraziamento per aver accettato questo nuovo incarico, il saluto e la preghiera: “Benedetto è colui che viene nel nome del Signore”.

INIZIO

Qui comincia la lettura...

... di notizie e curiosità riguardanti un paesino di mezza montagna, arrampicato sulle balze dei monti, nella Terra dei Tre Laghi...