venerdì 30 luglio 2010

La 'geografia fantastica' di Giorgio Rava in mostra a Quarna





Questi sono anni difficili per il mondo alpino. Per la natura e per gli uomini.
Il severo e grandioso ambiente delle alte Alpi è sconvolto dal repentino regresso glaciale, mentre le valli pedemontane sono sconquassate da eventi climatici estremi, improvvisi e imprevedibili. Un mondo fragile perché dominato dalla terza dimensione della verticalità.
La società degli uomini che vivono sulle montagne sta vivendo crisi di identità e di prospettive. Tramontate le “identità tradizionali” e la civiltà rurale montana che da sette secoli ha modellato il territorio, il mondo alpino è alla ricerca di una “terza via” tra abbandono, spopolamento feroce e acquisizione devastante di modelli urbani. Un’utopia?
Per le città, le Alpi sono sempre state “misteriose”. Per il mondo antico (le infames frigoribus alpes della civiltà romana) furono ostacolo al transito degli eserciti e al traffico delle merci; per il mondo medioevale furono regno terribile di demoni e streghe; l’Illuminismo le riscoprì come regno della natura e il Romanticismo vi vide un mondo in cui vivevano i “buoni selvaggi” montanari. Inventando l’alpinismo, l’Inghilterra vittoriana vi scoprì il “terreno di gioco dell’Europa” in cui esercitare muscoli e superiorità culturale.
Oggi gli uomini delle città vedono le Alpi come un parco di divertimento e una riserva di arcaica “diversità”, luogo di svago e argomento di chiacchiere da salotto.
Il basso Medioevo vide anche la “scoperta” delle Alpi da parte dei contadini europei che diedero vita alla straordinaria stagione delle colonizzazioni alpine. Essi tagliarono boschi, costruirono villaggi e alpeggi, dissodarono pascoli, aprirono al vivere umano le alte montagne. Soprattutto diedero un nome ad ogni luogo, riempirono con parole ogni anfratto.
Questi “nomi”, che sono storia e memoria storica della nostra gente, rivivono nella “cartografia immaginaria” di Giorgio Rava che recupera il toponimo dialettale per raccontare quasi una “geografia dell’anima” dei nostri monti. Nomi scritti con mano di fanciullo su povera ed essenziale carta da macellai… quelli di una volta. E un draghetto,o un basilisco misterioso guarda (e protegge?) quei monti. Un mondo rodariano.
Così come i dipinti raccontano una natura che soffre.
Una lezione feconda per domande che attendono una risposta.
Paolo Crosa Lenz

NELLA TERRA DI MEZZO.
Passato a miglior vita Sir John Ronald Reuel Tolkien soleva recarsi ogni sera prima di cena a bere una birra nella locanda del Puledro Impennato.
Spesso, ma non sempre, incontrava Bilbo Baggins, anche lui con la sua birra: parlavano per una mezz’oretta del più e del meno e ritornavano poi nelle rispettive tombe per il tardivo, e sempre abbondante, pasto serale in famiglia.
Cosa ne pensi del Giorgio Rava, chiese una sera Sir John con marcato accento lombardo al suo piccolo amico. Un gran bene ne penso. Dico come pittore.
Proprio come pittore disse Bilbo.
E’ perché, vedi, giù nella Terra di Mezzo, gli ancora viventi vogliono ristampare il Signore degli Anelli: stavo pensando di fargliele fare da lui le cartine.
Ottima scelta, ottima scelta, disse Bilbo.
Bene , son proprio contento che la pensi come me, disse Tolkien pulendosi con la manica la schiuma dai baffi, stasera ne parlo anche con Edith (Sir John non prendeva mai decisioni importanti senza consultare la moglie) poi ti dico.
Edith aveva fatto lo stufato di montone con le patate, se ne sentiva il profumo già lungo il viale di cipressi. Tolkien adorava come cucinava il montone sua moglie e ne mangiò tre piatti. Poi ci fu la torta del pane e latte.
Si bevvero tre bicchierini di Rum Pampero Especial per mandar giù il tutto, poi Sir John cominciò cautamente a introdurre il discorso.
Ci sarebbero da rifare le cartine del Signore degli Anelli.
Ah, è così che introduci cautamente il discorso, disse Edith, che aveva già capito tutto; ma sì, falle pure fare a quel tuo amico di Omegna le cartine, mi piace come disegna, soprattutto come fa i draghi.
Sfido! Disse Tolkien, sono locopei!
Come locopei?
Draghi locopei no? Si vede che c’è sotto lo zampino dell’Ersilia.
Edith non capì ma non se ne curò, ormai ci aveva fatto le ossa a con-morire con quell’intellettuale di suo marito.
Il giorno dopo il pittore Giorgio Rava si svegliò pieno di energia e con una gran voglia di lavorare: si fece un caffè forte, recuperò dal lavello una tazza ancora sporca dalla sera prima, versò la bevanda fumante e se la bevve d’un fiato, poi accese una Pall Mall e la lasciò bruciare come incenso sul tavolo da lavoro.
Su un foglio marroncino cominciò a disegnare la cresta di una montagna, poi un fiume; vicino al fiume scrisse: La Struna, poi una città con le sue case, Umègna. Sul fiume fece i ponti, e poi le frazioni: Brüghèr, Crüsnal, giù fino a Gravaluna (tèra buna) e a Urnavass (suta la fioca i sass). Fece un dragone nero che sputava fiamme e in testa aveva una corona d’oro.
Prima che il sole fosse alto nel cielo la cartina della Terra di Mezzo aveva preso forma sotto i suoi occhi: su carta da macellaio, tempera, oro e china.
Solo allora prese un’altra sigaretta dal pacchetto, grattò con l’unghia la scritta “il fumo invecchia la pelle” e se la fumò soddisfatto.
Alberto Paleari

Commemorazione dell'eccidio all'Alpe Grandi


martedì 27 luglio 2010

Festa dell'ASD Casale

L’associazione ASD Casale organizza per sabato 31 luglio, presso il campo sportivo di casale, alle 15 un torneo di calcio e tennis a tre. Iscrizione 15 euro a squadra; ricchi premi ai vincitori.
A seguire, con inizio alle 19, festa d’estate con aperitivo, grigliata, specialità messicane e birra alla spina; alle 21.30 musica live.
Parte del ricavato sarà devoluto a favore dei bambini delle favelas brasiliane.

lunedì 26 luglio 2010

Sant'Anna

Incheui sänt’Anä.
Për sänt’Anä, l’acquä l’inganä.
Per sänt’Anä, tri fieui int lä fontanä
.

Devozioni d'estate

Giacomo, con il fratello Giovanni, fu uno dei primi apostoli chiamati dal Cristo a far parte dei Dodici. Fu anche uno dei primi martiri, fatto decapitare da Erode Agrippa il 25 luglio dell’anno 43 (o 44). Secondo la leggenda fu l’evangelizzatore della penisola iberica, dov’è ricordato come el Matamoros, l’uccisore dei mori; si racconta che durante la battaglia di Clavijo, combattuta il 23 maggio del 844 dal re Ramiro delle Asturie contro i musulmani che da alcuni secoli occupavano la Spagna, il santo comparve miracolosamente a capo delle armate cristiane e le guidò alla vittoria. Da qui la grande venerazione di cui gode in quel paese, concretizzata nell’erezione del santuario di Compostela.

Sant’Anna, venerata il 26 luglio insieme al marito Gioacchino, fu la madre di Maria. Viene comunemente raffigurata con un libro in mano, nell’atto di insegnare la lettura alla Madonna. E’ copatrona della parrocchia di Ramate nella cui chiesa parrocchiale è stato collocato, alcuni anni or sono, un antico dipinto su tela, realizzato da Marco Mattazzi da Massiola nel 1853 su commissione della benefattrice Marianna Beltrami, rappresentante la santa con la Madonna e Gioacchino. Marianna era una componente della ricca famiglia di cui già si ebbe occasione di parlare lo scorso anno, residente nella casa ora dei Battaini e forse ex monastero dei Cappuccini. Il quadro fu custodito per anni nella chiesa di S. Carlo a Casale e ne fu rimosso solo in seguito ai recenti lavori di restauro di quell’edificio, tornando così in quella che è la sua sede naturale.

San Lorenzo è festeggiato a Ramate, quale copatrono della parrocchia, il 10 Agosto. Patrono di rosticceri, osti, cuochi, bibliotecari, librai; è invocato contro gli incendi, la lombaggine e le malattie delle viti. Lorenzo fu diacono a Roma sotto papa Sisto secondo e con lui fu martirizzato durante il regno dell'imperatore Valeriano, nel 285. Famoso è il racconto della sua esecuzione, tramandatoci, tra gli altri, da S. Ambrogio: sarebbe stato bruciato su di una graticola, divenuta il simbolo che ne accompagna sempre la rappresentazione, e avrebbe avuto il coraggio di chiedere ai suoi carnefici di essere rigirato, così da venir servito ben cotto. Al suo nome è legato il fenomeno astronomico delle stelle cadenti che ogni anno si ripete, con intensità varia, proprio nei primi giorni di Agosto, ricordato anche dal Pascoli in una delle sue più famose liriche. Secondo la leggenda le meteore sarebbero il ricordo delle scintille incandescenti che sfuggivano dal fuoco durante il martirio del santo. E’ noto che i desideri espressi in segreto durante la caduta di una stella si avverano sempre.
L’intitolazione della Parrocchia di Ramate ai santi Lorenzo e Anna è recente, risale alla sua istituzione nel 1954; la chiesa oratorio di Ramate, costruita probabilmente già nel 1569, salvo ristrutturazioni, risulta invece dedicata al solo san Lorenzo: si poteva infatti leggere fino al 1959, sulla facciata anteriore, la scritta “D.O.M. S. LAURENTIO”.
E’ innegabile il legame esistente in passato tra il Santo e la popolazione ramatese, rilevabile dal ricorrente uso di Lorenzo nei battesimi; dall’intitolazione di una via; dalla collocazione della statua dietro l’altare principale, ove ora c’é il prezioso Crocefisso.

San Rocco è venerato alla Cereda il 16 Agosto. Confessore e pellegrino. Venerato a Parma e Venezia; protettore di chirurghi, farmacisti, becchini, selciatori, pellegrini, viaggiatori; degli armenti e degli animali più umili. Protettore contro la peste e le malattie epidemiche in genere e contro le catastrofi naturali.
Rappresentato con abito, cappello e bastone da pellegrino, mentre mostra una piaga della peste alla coscia; è accompagnato da un cane con una pagnotta in bocca.
Rocco, nato a Montpellier, in Linguadoca, alla fine del XIII secolo in una ricca e nobile famiglia, decise un giorno di donare tutte le sue proprietà ai poveri e partire pellegrino per Roma. Lungo il tragitto, tra Romagna, Marche e alto Lazio si imbatté però in molte località ove infuriava un'epidemia di peste e decise di fermarvisi per portare aiuto agli ammalati.
Raggiunse quindi la città santa dove si fermò alcuni anni, ma poi riprese la strada per il nord. A Piacenza trovò di nuovo il contagio e di nuovo si prodigò in aiuto dei bisognosi, finché anch'egli venne colpito dal terribile male. A questo punto decise di ritirarsi in una località isolata, in riva al Trebbia. Vi sarebbe morto di stenti se il cane di un signorotto dei dintorni non gli si fosse tanto affezionato da rifornirlo ogni giorno con il cibo sottratto alla cucina del suo padrone; costui finì per scoprire l'ammalato e si prese cura di lui sino a portarlo a guarigione.
Ripartì, il santo, alla volta di Novara e del lago Maggiore, ma, secondo la leggenda, giunto nei pressi di Angera fu scambiato per una spia e incarcerato nella rocca, da cui non sarebbe più uscito: vi morì cinque anni dopo, pare il 16 Agosto del 1327.

San Fermo. La devozione a questo santo è particolarmente radicata in tutta la nostra valle e praticata presso il santuario dell’omonima frazione di Omegna, storicamente Cranna Superiore, nome mantenuto sino al 1927 quando ancora, insieme a Gattugno, formava un comune autonomo, così come Crusinallo.
Fermo e Rustico, cittadini e soldati romani originari di Bergamo, vennero martirizzati a Verona nel 304, sotto l’imperatore Massimiano. Le loro spoglie subirono vari trasferimenti, prima in Africa, poi in Istria e a Trieste, quindi di nuovo a Verona, di cui Fermo divenne il santo patrono.
Il santuario di S. Fermo fu edificato in varie fasi, a partire dal 1670, partendo da un piccolo oratorio, probabilmente preesistente. In tutta la zona il Santo ha fama di guaritore, come testimoniano i numerosi ex voto custoditi all’interno della chiesa. E’ curioso notare come in alcuni testi del secolo scorso il santuario risulti dedicato a S. Como.
La ricorrenza del 9 Agosto vedeva, e in parte vede tutt’ora, accorrere gran folla di fedeli da tutt’intorno, a testimonianza di una devozione decisamente straordinaria.
Ricordiamo infine che immagini del santo appaiono nella chiesa di Tanchello e alla cappelletta del Lisgiöll ad Arzo.

San Bartolomeo, festeggiato il 24 agosto, fu uno dei dodici apostoli, portato a Cristo dall’amico Filippo. E’ ricordato soprattutto per il crudele martirio cui venne sottoposto, mediante scuoiatura, nel corso della seconda metà del primo secolo.

domenica 25 luglio 2010

Notizie 25 luglio 2010

APPUNTAMENTI D’AGOSTO
Prosegue la rassegna teatrale all’aperto Casalestate, proposta dall’assessorato comunale alla cultura. Guido Tonetti, con il Teatro dei Passi metterà in scena, sabato 31 luglio ‘Un piccolo miracolo’, commedia cabaret. Ultimo appuntamento sabato 21 agosto, con il concerto chitarristico del maestro Paolo Giordano nel quadro di ‘Un paese a sei corde’. Giardino del palazzo scolastico, frazione Motto, alle 21,30; in caso di pioggia gli spettacoli si terranno al centro culturale Il Cerro di Ramate.
Domenica 15 agosto si celebrerà la Vergine Assunta al santuario del Getsemani. Messa solenne alle 11.
Lunedì 16 festa patronale di san Rocco alla Cereda. Il programma dettagliato verrà diffuso attraverso i bollettini e i siti web della parrocchia.
Sabato 21 ritrovo degli alpigiani alla Minarola, con Messa alle 10,30.

GITA DEI CHIERICHETTI
La tradizionale gita premio per i chierichetti della parrocchia di San Giorgio avrà come meta Venezia e si svolgerà dal 23 al 25 agosto. L’incontro organizzativo con i genitori, per definire i dettagli, è convocato per giovedì 5 agosto, alle 20.45 presso l’oratorio Casa del Giovane.

GRAZIE!
La Fiera del dolce di domenica 18 luglio ha permesso di raccogliere quasi 500 euro. Saranno consegnati al casalese don Massimo Minazzi, per le necessità della sua missione, in occasione del suo prossimo rientro in paese.

sabato 24 luglio 2010

HA CHIUSO I BATTENTI IL GREST 2010


E' stata un successo la festa di chiusura dell'Estate Ragazzi 2010. Affollato, nella serata di venerdì 23 luglio, il salone del centro culturale Il Cerro di Ramate, dove l'evento era stato trasferito causa il maltempo delle ultime ore.
Don Pietro e padre Joseph hanno ringraziato l'amministrazione comunale - per il concreto sostegno all'iniziativa - le famiglie e soprattutto il nutrito gruppo di animatori e aiuto animatori, che verranno premiati per l'impegno con una gita di due giorni a Mirabilandia (Ravenna).

venerdì 23 luglio 2010

Maltempo


(foto Angela Poletti)

Ha lasciato il segno anche a Casale il breve ma violento nubifragio di giovedì 22 luglio. Nel giro di pochi minuti una tromba d’aria ha attraversato il territorio comunale abbattendo alcuni alberi e danneggiando un’auto in sosta, tra Crebbia e Ricciano.
Sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco, mentre le squadre Enel hanno lavorato sino a sera per ripristinare la regolare distribuzione dell’energia elettrica.

domenica 18 luglio 2010

Notizie 18 luglio 2010

CASALESTATE
Prosegue la rassegna teatrale all’aperto proposta dall’assessorato comunale alla cultura. Guido Tonetti, con il Teatro dei Passi proporrà due spettacoli: sabato 24 luglio ‘Aspettando qualcuno che non arriverà mai’, atto unico brillante, e sabato 31 ‘Un piccolo miracolo’, commedia cabaret.
Giardino del palazzo scolastico, frazione Motto, alle 21,30; in caso di pioggia gli spettacoli si terranno al centro culturale Il Cerro di Ramate.

CHIUDE ESTATE RAGAZZI 2010
Volge al termine, anche per quest’anno, l’avventura del centro estivo organizzata dalle tre parrocchie casalesi con il sostegno dell’amministrazione comunale. Dopo quattro settimane di giochi e scampagnate sul territorio, gli oltre duecento bambini e ragazzi danno appuntamento alla comunità per venerdì 23 luglio, alle 20,45 presso il giardino dell’edificio scolastico del Motto, che è stato sede delle attività. In programma lo spettacolo finale e la festa in compagnia delle famiglie, prima del definitivo ‘rompete le righe’.

domenica 11 luglio 2010

Festa della Madonna di Pompei

Si celebrerà domenica 18 luglio la festa della Vergine del Rosario di Pompei, presso l’oratorio dei santi Carlo Borromeo e Bernardo di Aosta e già da giovedì 15 tutte le Messe saranno officiate in quella chiesa.
Vengono proposte la tradizionale fiera del dolce, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, e l’Unzione dei Malati.
Il triduo di preparazione si svolgerà durante le Messe di giovedì 15 e venerdì 16 luglio, alle 20,30 e di sabato 17 alle 18. Domenica 18 Messa solenne alle 11 e vespri alle 15,30.

sabato 10 luglio 2010

CENTODUE!..


I migliori auguri a Maria Caprioli Medina, di Sant’Anna, che domenica 11 luglio raggiungerà l’invidiabile traguardo dei 102 anni.

domenica 4 luglio 2010

CASALESTATE 2010
Prenderà il via mercoledì 14 luglio il ciclo di manifestazioni estive organizzato dall’assessorato comunale alla Cultura: alle 21 presso il circolo Arci della Cereda concerto del gruppo musicale Mascagni di Casale.
Venerdì 16 la compagnia Ondateatro presenterà ‘Meglio tarde che mai’, spettacolo comico musicale con Franca Pampaloni e Luz Pierotto mentre sabato 24 sarà la volta del Teatro dei Passi di Guido Tonetti con l’atto unico brillante ‘Aspettando qualcuno che non arriverà mai’ e ancora Tonetti, il 31 con la commedia cabaret ‘Un piccolo miracolo’.
Sabato 21 agosto, nel quadro de ‘Un paese a sei corde’, concerto di chitarra di Paolo Giordano.
Tutti gli spettacoli, a ingresso gratuito, si terranno presso il parco dell’edificio scolastico del Motto con inizio alle 21,30. In caso di maltempo saranno spostate a Ramate nella sala del centro culturale Il Cerro.

FESTE FRAZIONALI
I frazionisti di Ricciano celebreranno la loro festa domenica 11 luglio – seconda del mese, come da tradizione – con la Messa delle 11 in chiesa parrocchiale.

LIETI EVENTI
I migliori auguri a Sara Battaglino e Alessandro Savoini, che sabato 10 luglio celebreranno il loro matrimonio presso il santuario della Madonna del Sasso, a Boleto.


Cusio A CACCIA DI TESORI
Dopo il censimento delle Madonne lignee, chiuso al temine del 2009, l’associazione Cusius di Miasino lancia una nuova ricerca: statue lignee di Crocefissi e Santi nel Cusio e in valle Strona, dal medioevo al settecento.
Il progetto - ancora una volta finanziato dalla fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio e sostenuto dalla Sovrintendenza per i beni storici e artistici del Piemonte – è stato presentato lo scorso 2 luglio nella chiesa parrocchiale di san Biagio, a Nonio. Sarà coordinato dagli storici locali Fiorella Mattioli e Dorino Tuniz e si avvarrà della collaborazione delle due esperte in storia dell’arte che già hanno lavorato in precedenza, Susanna Borlandelli e Marina Dell’Omo. Gli studiosi ‘batteranno’ il territorio, con la collaborazione dei parroci, dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e di quanti volontari vorranno rendersi disponibili, per raccogliere documentazione storica, artistica e fotografica relativa al grande patrimonio presente in tutti i paesi del Cusio. I risultati della ricerca verranno poi riversati in un grande archivio informatico, in modo da poter essere disponibili a chiunque ne sia interessato.
All’evento - reso più solenne dalla musica sacra di don Guseppe Novarina, eseguite all’organo dal maestro Alessio Lucchini – hanno partecipato il sindaco di Nonio, Mauro Covini, il parroco don Renato Sacco, la sovrintendente Valeria Moratti e il segretario della fondazione Banca di Novara, Dario Lorenzini.